Mattia Muroni (Olbia) e Giancarlo Lisai (Arzachena) durante il derby del 29 ottobre 2017

Mattia Muroni (Olbia) e Giancarlo Lisai (Arzachena) durante il derby del 29 ottobre 2017

Partiamo dalla fine: le due squadre sotto le rispettive curve salutate dagli applausi di un “Bruno Nespoli” (finalmente!) vestito a festa. Questa è la cartolina più bella del primo derby giocato in Serie C tra Arzachena e Olbia: una cornice di pubblico all’altezza della terza serie nazionale, due curve che sostengono per tutti i novanta minuti con correttezza e sana rivalità, applaudendo a fine gara a prescindere dal risultato. Ma il day-after non è solo contorno. Anzi.

In campo è stata sfida vera, alla faccia di chi immaginava un’Arzachena vittima sacrificale sull’altare dell’ambiziosa Olbia terza in classifica. Chi c’era ha assistito ad una partita giocata ad alti ritmi, specie nel primo tempo, con entrambe le formazioni orientate ad attaccare, ciascuna con le proprie armi. Alla fine hanno prevalso, e nettamente, i biancoverdi di Mauro Giorico, che hanno saputo incanalare la pressione nel fruttifero tunnel fatto di furia agonistica e fame di vittoria, togliendo l’aria ai rivali olbiesi e costringendoli a capitolare rimandando i sogni di vertice.



QUI ARZACHENA – Prestazione complessivamente superlativa dei biancoverdi, che hanno interpretato con lucidità le due fasi di gioco: difesa attentissima, con le linee di centrocampo e difesa vicinissime a togliere ogni possibile rifornimento alle punte olbiesi, si spiega anche così la giornata anonima del capocannoniere Ragatzu, che non ha mai avuto modo di rendersi pericoloso venendo costantemente raddoppiato. E poi la solita fase offensiva: letale con azioni in velocità sfruttando ogni millimetro concesso dagli avversari. Senza il centrocampo titolare (Bonacquisti e Nuvoli infortunati, Casini squalificato) mister Giorico chiede a Lisai e Bertoldi di inventarsi mezzali, ottenendo una risposta clamorosa: i due dominano i giovani dirimpettai Pennington (’98) e Biancu (2000), ringhiando su ogni pallone e proponendosi con qualità in fase offensiva. Coadiuvati da La Rosa, play basso della mediana, il centrocampo smeraldino ha sovrastato quello olbiese, risultando determinante nell’economia dell’incontro ben più dei singoli episodi.

A maggior ragione perché appena veniva recuperato il pallone arrivava l’accelerazione immediata sulle punte: Curcio, Vano e Sanna, tecnica, forza e furbizia al servizio della squadra. A loro il merito di arrivare spesso dalle parti di Aresti chiedendogli più di un intervento decisivo e riuscendo comunque a batterlo. Sanna la sblocca su assist di Vano, Curcio la blinda su rigore all’ultimo secondo del primo tempo, ma il tridente “pesante” ha lavorato a tutto campo con pressing e sponde per alleggerire la pressione e permettere ai compagni di alzare il baricentro quando, nel secondo tempo, l’Olbia prova il forcing finale. Alla fine le occasioni concesse si contano sulle dita di una mano: la traversa di Ogunseye nel primo tempo (si era sul 1-0), la traversa di Murgia nella ripresa (3-0) e il tiro di Senesi nel recupero salvato da Piroli, a conferma di una partita gestita con autorevolezza. Mister Giorico a fine gara richiama tutti alla calma concentrandosi già sulle prossime due sfide con Cuneo e Prato, avversarie dirette per la salvezza: il vero esame di maturità per una squadra che vuole capire che ruolo potrà recitare in questa stagione. Cronaca, tabellino, interviste e pagelle ARZACHENA: clicca qui!



QUI OLBIA – L’ingranaggio perfetto si è inceppato e nessuno ha capito perché. Mister Mereu in conferenza stampa ha ricordato il divario d’esperienza, Bombetta Pisano ripensa a qualche episodio andato male. Certo: l’aria del derby può aver fatto tremare più di una gamba nello spogliatoio bianco, e senza dubbio andare al riposo dopo aver subito il gol del 2-0 su rigore è stata una mazzata notevole. Ma c’è di più. L’Olbia non ha sbagliato l’approccio alla partita, ha messo in mostra il suo consueto giro palla, ha trovato qualche inserimento di Pennington che avrebbe potuto essere pericoloso e, ricordiamolo, dopo il gol di Sanna ha avuto la grande occasione con Ogunseye per pareggiare, con la traversa a Ruzittu battuto. Non si può parlare, quindi, di timore o giocatori bloccati psicologicamente. Semmai bisogna evidenziare che negli ultimi trenta metri la squadra non sapeva che fare, cercando l’ispirazione nei piedi di Ragatzu che, però, era chiuso scientificamente dalle maglie biancoverdi. Qui è emerso un limite che già altre volte si era intravisto: nessun altro è stato in grado di provare a cambiare qualcosa nello spartito olbiese, risultando facile preda della difesa arzachenese. Che, dal canto suo, ha disputato una partita perfetta lasciando pochissimi spazi.

Cronaca, tabellino, interviste e pagelle OLBIA: clicca qui!

Tardivo il passaggio al 4-3-3 con Senesi accanto a Ogunseye e Ragatzu alle loro spalle, quando ormai l’Arzachena era sul 3-0 e amministrava la situazione. Semmai, col senno del poi, ci si potrebbe chiedere perché non osare un centrocampo a 4 in linea per provare a sfruttare la superiorità numerica piuttosto che puntarla sul duello individuale, ma “col senno di poi” saremmo tutto campioni, si sa.
Resta una sconfitta pesante, amara nel punteggio e nello svolgimento, che potrebbe lasciare qualche scoria nei giovani bianchi e dovranno essere bravi staff e senatori a trasformare la delusione in grinta per le prossime sfide. La crescita di un gruppo si misura anche dalle risposte in queste situazioni.

Claudio Inconis (inviato)



Altre notizie relative

LIVE – Olbia e Arzachena, 90′ di fuoco Cronaca e tabellino dei recuperi della terza giornata di Serie C
Carboni: “Contento della reazione” Ogunseye: Importante cambiare, abbiamo voglia di lottare
Ruzzittu e Trillò combattono | LE PAGELLE I nostri giudizi sull'Arzachena battuta 1-3 dalla Pro Vercelli

...e tu cosa ne pensi?

300