Pasquini a colloquio con Hatcher, il cui rientro è stato fondamentale (foto: Zuddas)

Pasquini a colloquio con Hatcher, il cui rientro è stato fondamentale (foto: Zuddas)

Meno di una settimana fa ci si trovava a commentare ed analizzare una debacle in quel di Bologna e un 2-5 di record in entrata nella stagione 2017/2018, oggi ci troviamo a raccontare di una Dinamo Sassari stellare, capace di vincere e convincere prima in trasferta a Murcia e poi di annichilire nientemeno che l’Olimpia Milano (due squadre reduci dai colpi di Barcellona in Liga ACB ed Eurolega) tra le mura amiche di un Pala Serradimigni tornato caldo come ai bei tempi.



Dopo aver messo in dubbio Federico Pasquini in seguito alle parole post partita di Bologna, alla luce delle ultime due prove è quanto meno doveroso ammettere che lo stesso coach e general manager avesse realmente visto quei segnali positivi sui quali giurava, prendendosi sonori rimbrotti in pubblica piazza perché quasi nessuno era riuscito a coglierli.

Rinforzata dalla presenza in quintetto dei suoi giocatori migliori (Hatcher e Bamforth, quest’ultimo in prospettiva uno dei migliori tre giocatori della Lega grazie alla completezza di repertorio), i sassaresi sono riusciti a mettere in campo tutto il loro potenziale, lasciando intendere la sensazione che questo sia solo l’inizio. Propensione generale a mettersi al servizio del gruppo, Spissu che annulla Cinciarini, ingredienti non da poco laddove solo pochi giorni prima si disquisiva di tiri presi accontentandosi, eccessi di palleggi, morbidezza difensiva sul perimetro eccetera.

Tra gli altri, uno dei punti di forza di questa squadra è sicuramente la propensione di tutti gli uomini ad andare a rimbalzo, sia offensivo che difensivo, aspetto che ha permesso di strappare la vittoria a Murcia (vittoriosa ieri in casa del Barcellona) e di mascherare le 20 palle perse di squadra. Un dato, quest’ultimo, migliorato nettamente al cospetto di Milano (e ciò accresce i meriti biancoblù) timbrando 24 assist e solo 10 palle perse. Nel frattempo, ad ennesima riprova degli obbligatori peana, il biancorosso Theodore non pungeva come succedeva pochi giorni prima in Eurolega, schiantandosi contro gli show difensivi dei sardi come antidoto al pick and roll meneghino.



Un’altra cosa che salta all’occhio è la capacità di giocare il pick and roll centrale, a prescindere da chi siano gli interpreti, andando a concludere da sotto oppure trovando un comodo scarico per un tiratore piazzato. La gara di ieri con Milano ha finalmente visto brillare il centro croato Darko Planinic, capace di segnare un perfetto 6/6 dal campo, e di farsi trovare sempre al posto giusto nel momento giusto, specialmente in fase offensiva.

La Dinamo di queste ultime due partite ha acceso una luce, riconquistando il pubblico e candidandosi ad essere una sorpresa per il campionato. Non è richiesta la vittoria a tutti i costi, ma solo l’impegno e la voglia visti ieri, al di là del risultato che verrà fuori.

Alberto Meloni

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