Luca Cigarini, metronomo titolare del Cagliari (foto: Zuddas)

Luca Cigarini, metronomo titolare del Cagliari (foto: Zuddas)

Il pomeriggio di Crotone è stato uno dei più controversi vissuti dal Cagliari negli ultimi mesi. Il caos provocato dalle decisioni di Tagliavento, totalmente in imbarazzo di fronte alle immagini del VAR, ha fatto passare sotto traccia quanto successo sul campo durante gli oltre 90′ minuti di gara dello “Scida“. E’ stata la tecnologia in campo la vera protagonista e i partecipanti alla contesa si sono dovuti adeguare allo sparigliamento delle carte provocato dalla nuova sperimentazione e dall’arbitro, dopo una prima mezzora di gara non di certo esaltante e costellata da tanti errori tecnici, soprattutto sulla sponda isolana.

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DIFESA OK – I rossoblù si sono dovuti inchinare solo al generoso penalty concesso dal direttore di gara e realizzato da Marcello Trotta. Un paio di ottimi interventi di Rafael (subentrato perfettamente a Cragno) e nulla più: il pacchetto difensivo sardo è riuscito a reggere discretamente agli attacchi apportati dagli squali che, girando intorno all’area con la loro pinna, hanno cercato l’affondo decisivo attraverso i cross, perfettamente rispediti al mittente da Castan (all’esordio) e soci. Solo nel finale di gara una marcatura non perfetta aveva portato il Crotone a spuntarla ma la follia “varriana” ha sfoderato il suo atto finale, penalizzando anche i padroni di casa dopo averli “favoriti” in precedenza.




CENTROCAMPO QUASI – Un Cigarini in grande spolvero è riuscito a essere il vero factotum della mediana cagliaritana. Al di là della splendida pennellata che ha riequilibrato la gara, è stato il faro del centrocampo, vero punto di riferimento dei ragazzi di Lopez. L’ex Samp e Atalanta ha gestito ottimamente tutti i palloni capitati fra i suoi piedi e si è addirittura cimentato in un paio di dribbling e accelerazioni, caratteristiche non esattamente proprie del metronomo emiliano. Ionita non attraversa il suo miglior periodo e, nonostante le grandi energie profuse in campo, sembra spesso correre a vuoto e deficitare a livello qualitativo. Il centrocampista moldavo gioca consecutivamente dal match col Torino del 29 ottobre e l’assenza di Barella ha portato l’ex Verona a correre per due, con un Dessena dimostratosi ancora una volta inadeguato ad alti ritmi, per quanto l’abnegazione non manchi. Positivo anche l’esordio di Lykogiannis, il quale necessita di un periodo di rodaggio.




ATTACCO NULLO – Se il Cagliari è stato quantomeno coriaceo (sacrificando la qualità) negli altri reparti, si è dimostrato pressoché nullo in attacco. L’intesa tra Farias e Giannetti è stata inesistente e inoltre, dopo l’espulsione di Pisacane, la gara non si è messa sul piano ideale per una prima linea già in difficoltà dai primi minuti. Il duo offensivo non ha creato particolari problemi a Cordaz, se non con una sfiorata autorete di Ceccherini. Il tandem sceso in campo allo “Scida” non ha fatto mancare il suo impegno ma si è percepita come non mai l’assenza della fisicità di Pavoletti. Un paio di accelerazioni del folletto di Sorocaba non bastano per salvare un attacco dalle polveri bagnate. Urgono interventi sul mercato per rimpolpare un reparto che non può far affidamento sulle condizioni fisiche di Sau e non riesce a pungere in assenza del centravanti livornese.




VERSO ARS ET LABOR – Il punto di Crotone è sicuramente d’oro per gli isolani, vista la complicata situazione creatasi lungo l’incontro coi calabresi, dove il focus è stato posato più sulle decisioni della direzione arbitrale che su quanto accaduto in campo. La prestazione del Cagliari fa comunque storcere il naso e, giocando in questa maniera, non sarà compito facile prendere tre punti contro una SPAL in grado di bloccare l’Inter sul pari. Uno scontro non decisivo, ma poco ci manca, visto che il distacco dalla zona retrocessione si fa sempre più risicato e una vittoria rossoblù (in caso di contemporanea sconfitta del Verona) proietterebbe la squadra di Lopez a +7 sulla zona calda. Ci vorrà molto più dell'”ars et labor” presente nell’acronimo degli estensi per risollevare una formazione apparsa scarica sotto certi punti di vista. Sarà meglio ricaricare le pile per non crollare fisicamente, psicologicamente e tecnicamente proprio nel periodo più decisivo della stagione cagliaritana.

Mattia Marzeddu

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