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L’equivoco che lo ha coinvolto ha dell’incredibile e risale allo scorso 25 marzo, giorno in cui Sassari divenne teatro di guerriglia in concomitanza della gara amichevole tra Cagliari e Sorso. Parliamo di un uomo, col suo bastone in mano, presente casualmente nella zona interessata dai tafferugli e sottoposto a regime di DASPO, il divieto di accedere a manifestazioni a carattere sportivo.



Ma c’è un particolare, l’uomo è non vedente. Oltre al danno la beffa: ritrovatosi nel bel mezzo di una baraonda, è stato identificato dagli agenti della Questura di Sassari che, a distanza di qualche giorno, gli hanno presentato il DASPO. L’inizio di un’odissea, nella quale l’uomo era stato anche sottoposto all’obbligo di firma. Il TAR ha revocato la misura di interdizione nei giorni scorsi, a distanza di quasi un anno dall’accaduto, con la sentenza numero 153 del 2018, condannando la Questura al pagamento delle spese di giudizio.



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