Mauro Giorico e Luca La Rosa si abbracciano dopo il 3-0 nel derby d'andata

Mauro Giorico e Luca La Rosa si abbracciano dopo il 3-0 nel derby d’andata

Poche storie: la vittoria sul Gavorrano è la vittoria della salvezza per l’Arzachena, che ormai deve solo alzare le mani dal manubrio, sistemare la casacca e festeggiare un qualcosa di inatteso. Un traguardo diventato realtà col passare delle settimane e dei mesi, capendo di poterci stare eccome in una Serie C approcciata simil spauracchio, come una salita da scalare a mani nude.

Contro i modesti toscani del sanguigno Favarin – invero molto deludenti visto che venivano dal bel successo sul Piacenza, avevano bloccato il Siena e ben figurato (prima della rivoluzione del calciomercato) contro l’Olbia solo due mesi fa – l’Arzachena ha indossato l’elmetto e portato a casa tre punti di pura battaglia. Poco calcio, tanti calci, molto nervosismo che il signor Rutella ha faticato a soffocare in avvio e a gestire nel prosieguo. Gli smeraldini hanno sostanzialmente controllato dall’inizio alla fine, e solo un paio di amnesie hanno rischiato di regalare al Gavorrano occasioni immeritate. Non che la squadra di Giorico (leggi qui le sue considerazioni post-partita) abbia fatto faville. E’ però stata brava a mostrare tutta la sua organizzazione, l’esperienza e il fisico, evitando di disunirsi quando (al 53′, sull’1-0) è rimasta in dieci per l’eccesso di foga di Peana. Messi in soffitta fioretto e creatività, ciascun giocatore ha portato un mattoncino per costruire la casa.



Giorico ha rivoluzionato la difesa, affidandosi al totem Piroli (match-winner) e all’esperto (da rilanciare) Baldanzeddu, mettendo a destra Peana e a sinistra Varricchio, preferiti ai giovani Arboleda e Trillò. Ne è venuta fuori una partita bloccata, dove nessuno poteva perdere, e serviva l’episodio. E’ arrivato sullo strafalcione di gruppo del Gavorrano, e Piroli ha ringraziato calorosamente. Nella trincea fatta di unione ferrea, brillano in tre: oltre a Piroli, non si può non dare un elogio in più a Nuvoli e Vano, già promossi dalle nostre pagelle. La mezzala migliora di partita in partita, abbinando qualità e inserimenti, dimostrando una volta di più come la sua carriera sarebbe potuta essere ben più preziosa rispetto a quella di top player in Serie D. Un discorso che tra qualche anno potremmo fare per il panzer ex Ostiamare – fondamentale con le sue corse e il lavoro spalle alla porta – e diversi altri bucanieri di quest’Arzachena dei miracoli.

Con più di tre quarti di salvezza nel carniere, gli smeraldini possono ora divertirsi. Ogni partita può rappresentare una gemma da aggiungere al cammino, al curriculum personale, al prestigio di tutti, società e dirigenza compresa. “Vogliamo continuare ad essere la sorpresa, ogni settimana”, ha detto sibillinamente ma in modo chiaro e sornione Giorico. A cominciare dalla sfida alla corazzata Alessandria, con il culmine di un derby che sia i biancoverdi sia l’Olbia potranno regalare al popolo sardo grazie a tutta la leggerezza che si stanno guadagnando.

Fabio Frongia



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