Nicolò Barella

Nicolò Barella

CRAGNO 6 – Sarebbe ingeneroso affibbiargli responsabilità per la rete di Immobile: una parabola tanto beffarda quanto imprevedibile. Nel momento di massima pressione avversaria risponde sempre presente, abbassando la serranda con sicurezza. Peccato per quei pochi centimetri a tempo ormai scaduto.

ROMAGNA 6 – Qualche incertezza, inusuale per lui, nella prima frazione di gioco. Cresce vistosamente nella ripresa.

CEPPITELLI 6 – Sfortunato quando, tentando di arginare Lucas Leiva, è protagonista dell’autogol. Ma la sua prestazione resta sufficiente. Non un caso se fino al 94′ si pensava alla gara di Immobile come una prova da dimenticare.

CASTAN 6,5 – L’aria da derby lo galvanizza: è il cuore del reparto arretrato, l’elemento che conferisce maggior grinta e sicurezza alla linea difensiva.

FARAGO’ 6,5 – Ingaggia un avvincente duello con Lukaku dal quale emerge  con superbia. Nonostante la fatica e un avversario più fresco, riesce a farsi rispettare anche al cospetto di Felipe Anderson.

IONITA 5,5 – Solita partita di corsa e sostanza nella quale fronteggia un cliente scorbutico come Lulic. Assente alla voce fosforo. (dal 67′ DEIOLA 5,5 – Cerca di imprimere il suo marchio sulla gara con apprezzabile applicazione ma in un momento della partita a forte tinte biancocelesti)



BARELLA 6,5 – Prezioso nel limitare Luis Alberto, anestetizzando così la manovra offensiva laziale. In fase di costruzione alterna buone aperture ad errori dettati dalla foga. Freddo dal dischetto in un momento chiave della gara. In crescita rispetto alle ultime uscite (DESSENA – SV)

PADOIN 6,5 – Tre compiti in uno, svolti con mirabile precisione. Si francobolla a Parolo, eludendo ogni suo tentativo di incursione. Bravo a scivolare in appoggio di Miangue, imprevedibile in fase di non possesso. Infine, si rivela una spalla puntuale per Barella nel momento di massima pressione laziale.

MIANGUE 6 – Ammettiamolo tutti assieme: siamo rimasti sorpresi (per essere buoni) nel vederlo nell’XI di partenza. La sua partita è un concentrato di buoni spunti ed errori ingenui, alcuni dei quali giustificabili se si ipotizza quanta polvere era presente nei suoi scarpini. Decisivo in occasione del vantaggio rossoblù, è tutt’altro che timoroso in fase di spinta. Sulle sue spalle, però, pende un grosso punto interrogativo ogni qualvolta la Lazio preme nei suoi paraggi: ancora acerbo e ondivago difensivamente.

HAN 6,5 – Azionista di maggioranza del gol siglato da Pavoletti: il più basso di tutti in quel frangente, ma il primo ad arrivare sulla palla. Eloquente del suo ardore agonistico. Manda in tilt un giocatore di caratura internazionale come Lucas Leiva, pregiudicandone la prestazione. Cala dopo l’ora di gioco ma resta uno dei più positivi tra le fila rossoblù. (dal 82′ FARIAS 5,5 – Avrebbe l’occasione per chiudere la gara al minuto 89, ma la freddezza davanti al portiere non è di casa. Conquista una punizione e riesce raramente a far rifiatare la squadra)

PAVOLETTI 6,5 – Su questa (mancata) vittoria ci sarebbe stata la sua firma in calce. Opportunista in occasione del vantaggio iniziale, rapace al momento di conquistare il rigore sulla frittata biancoceleste. Le consuete sportellate con le torri avversarie non mancano mai, l’intesa col giovane compagno di reparto cresce invece a vista d’occhio.

LOPEZ 6 – Aveva promesso voglia di combattere e coraggio, e sul quell’aspetto non c’è niente da obiettare. Un netto passo avanti (ma ci voleva poco) rispetto alle ultime uscite. La squadra non è fluida in fase di costruzione, va a folate. Ineccepibile, invece, la preparazione della gara in fase di non possesso, contro una squadra estremamente prolifica. Barella e Han (o Pavoletti, a turno) in controllo di Lucas Leiva e Luis Alberto, mentre Faragò e Miangue (con il supporto decisivo di Padoin) a chiusura delle fasce. Non un caso che le reti laziali arrivino da un calcio da fermo e da un colpo di tacco tanto disperato quanto casuale. Quest’oggi la fortuna non ha assistito i rossoblù, ma la gara ha regalato qualche spunto da cui ripartire.

Stefano Sulis



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