Fabio Aru

Fabio Aru

Quinta tappa della Tirreno-Adriatico nel ricordo di Michele Scarponi con l’arrivo nella sua Filottrano dopo un percorso caratterizzato da tanti strappi. A tagliare per primo il traguardo è stato Adam Yates (Michelton Scott) il più abile sulle pendenze della località marchigiana. Frazione non da ricordare per Fabio Aru che ha perso 38″, apparso in difficoltà sui due muri del finale anche a causa di due forature subite durante la corsa.



La cronaca: Fuga iniziale di quattro uomini Dario Cataldo (Astana), Kristijan Koren (Bahrain-Merida), Steve Morabito (Groupama-FDJ), Iljo Keisse (QuickStep Floors) controllata dal gruppo tirato dalla BMC del leader Caruso. Durante l’inseguimento tanta sfortuna per il villacidrese costretto a sforzi supplementari per rientrare in gruppo dopo due forature. L’ultimo ad arrendersi è l’italiano dell’Astana che viene raggiunto a 11 km dal traguardo. La corsa si anima ai -4 dal traguardo con lo scatto di Adam Yates che sorprende tutti e taglia per primo il traguardo precedendo il campione del mondo Peter Sagan: la grande accelerazione ha fatto perdere del terreno a Fabio Aru, affannato forse anche dalla doppia foratura e dagli sforzi profusi nella giornata precedente, giunto sulla linea d’arrivo con 38″ di svantaggio in 21ª posizione. In classifica generale balza al comando Michail Kwiatkowski dopo il terzo posto odierno scavalcando Caruso: lo scalatore sardo è ora 13° con 1’19” dal polacco. Lunedì 12 marzo l’ultima tappa in linea la Numana-Fano di 153 km con alcune salite nella parte iniziale che non dovrebbero dare scossoni alla classifica generale.



Così Il Cavaliere dei Quattro Mori a fine gara: “Ho forato in due momenti delicati e ho speso tante energie per rientrare in gruppo: ho avuto un po’ di sfortuna. Ora guardo avanti, l’importante è che la condizione stia crescendo”.

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