Stefano Sardara, presidente della Dinamo Sassari (foto: Giuliano Gatti)

Stefano Sardara, presidente della Dinamo Sassari (foto: Giuliano Gatti)

La Dinamo Sassari vive l’ennesimo momento nevrotico, negativo degli ultimi due anni, e in particolare di questa stagione costellata di fallimenti e brusche cadute dopo risalite illusorie. Ultimo episodio il pesante rovescio (con clamorosa eliminazione) in Francia.

Stefano Sardara, presidente biancoblù, è sereno ma deciso. “Non accetto che si butti via tutto con quella rovinosa rimessa che ha trasformato una sconfitta in una pagliacciata”, dice in una lunga intervista rilasciata a La Nuova Sardegna, ricordando come “abbiamo perso per mezzo canestro la qualificazione alla Coppa Italia e per un canestro il passaggio del turno in Champions League e Europe Cup”. Sardara dipinge “una Dinamo che a livello di testa non c’è ancora, perché tatticamente siamo preparati altrimenti non batteremo avversari come Murcia o Krasnoyarsk. Non accetto più questi cali di concentrazione”, striglia il numero uno di via Nenni.



Guai a cacciare Federico Pasquini, come vorrebbero tanti tifosi e osservatori, conditi dai rumorosi fischi al coach-GM ad ogni gara interna. “Se non fosse capace – dice Sardara su Pasquini – la squadra non avrebbe mai giocato bene. Ai giocatori ho detto che questo club ha grande professionalità, che vive di entusiasmo, che quello che è successo non fa onore a società e tifosi”.

La stagione è sin qui fallimentare, rimane solo la lotta per un posto nei playoff, durissima e livellata. “Non sarebbe un dramma mancarli – dice il presidente – ma ai ragazzi ho detto che l’obiettivo è arrivare dove questa squadra è in grado di fare, e diciamo che è capace di fare tutto, nel bene e nel male, purtroppo”. Sardara definisce i playoff “una lotta” perché “il livello in campionato si è alzato”, visto che un anno fa con gli stessi punti la Dinamo avrebbe avuto accesso alla Coppa Italia e ai quarti di Champions League. Insomma, stop alle montagne russe, perché “perdere con Milano ci sta, ma se cedi a Capo d’Orlando e Pesaro saluti i playoff”, si affretta a dire il capo biancoblù.

Nessun ricorso al mercato (“Non ci pensiamo proprio”), mentre per il 6+6 della prossima stagione nessuna preoccupazione. “Bucarelli e Rullo (oggi a Cagliari, ndr) sono già pronti, Ebeling ancora no, prenderemo uno straniero in più per l’Europa, ma non partiamo da zero visto che abbiamo già confermato dei giocatori nei mesi scorsi. Con gli italiani alzeremo il nostro livello”.



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