La Rosa e Trillò dell'Arzachena (foto: Sandro Giordano)

La Rosa e Trillò dell’Arzachena (foto: Sandro Giordano)

Ad un passo dal traguardo, l’Arzachena si è quasi piantata. Il ruolino parla di tre sconfitte nelle ultime quattro partite, ed è facile rilevare come urga un cambio di rotta per i biancoverdi di Mauro Giorico. Le sfide contro tre formazioni che la precedevano in classifica (Pisa, Carrarerese e Olbia, nel derby di sabato scorso) hanno registrato uno zero pesante più per il morale che per la classifica, visto che la zona playoff non è lontana e quella playout rimane a distanza di sicurezza. Nessuna crisi, insomma, visto che l’obiettivo salvezza rimane a un tiro di schioppo, anche se – forse – in tanti si aspettavano un salto di qualità per ambire ad un fine stagione da mina vagante del girone.

Il derby. Regalato un tempo, l’Arzachena ha mostrato con una ripresa arrembante che avrebbe potuto fare molto meglio al cospetto dell’arrabbiata Olbia. Si è vista una squadra, quella smeraldina, distratta e fallosa, imprecisa nelle esecuzioni palla al piede e svagata contro le offensive bianche, soprattutto da calcio piazzato, un tallone d’Achille noto per i Giorico’s boys. Ripartire da sabato scorso per non commettere gli stessi errori, contro un Cuneo simile per caratteristiche (compattezza e seconde palle, questo il must) e battuto all’andata dal gol di Bertoldi.



Il trend. A conti fatti, nelle ultime uscite l’Arzachena ha rispettato le previsioni sulla carta: ha battuto il Gavorrano, dietro in classifica, e perso contro tre formazioni che la precedono, quasi a confermare che la classifica non mente. Qualche perplessità, invece, sarebbe comprensibile dal momento in cui tutte le sconfitte sono arrivate in seguito ad un primo tempo chiuso in svantaggio (rispettivamente 1-3 col Pisa, 0-3 con la Carrarese e 0-2 con l’Olbia). Un primo tempo colpevolmente guardingo, specialmente nel derby, che ha fatto diventare la ripresa un’autentica scalata all’Everest, con apici esaltanti (vedi il momentaneo 3-3 col Pisa) ma culminato sempre con tanta amarezza.

Il riscatto. L’immediata occasione di riscatto è offerta dall’arrivo al Bruno Nespoli del Cuneo (calcio d’inizio alle 14.30, martedì). I piemontesi sono in piena zona play-out a 27 punti, ma attenzione perché sabato scorso hanno riposato, quindi potrebbero godere di una maggior freschezza atletica. Vengono inoltre dal colpo di Livorno e dal clamoroso recupero (3-3 da 0-3) a Pistoia, in un cammino che ultimamente si è fatto incoraggiante.

Le scelte. Senza Vano, espulso sabato scorso nel finale del derby, gli smeraldini dovranno capitalizzare al meglio la sfida diretta per avvicinarsi al traguardo della salvezza. Probabile vedere Musto accanto a Sanna davanti a Curcio, ma attenzione anche alla possibilità di un 4-4-2 in linea con un centravanti (Musto e non Sanna?) più Curcio, quindi Bertoldi-Casini-Nuvoli-Cardore (o Taufer) in mezzo. In difesa Varricchio potrebbe prendere il posto del balbettante Trillò visto sabato.

Le parole. E’uno scontro diretto molto delicato. Affrontiamo una squadra che si è notevolmente rinforzata nel mercato invernale ed è in grande salute. Qualche settimana fa ha addirittura vinto a Livorno. Per ripetere la gara dell’andata ci vorrà quell’Arzachena. Sarà fondamentale un animo da battaglia. Sono certo che i ragazzi trasformeranno la voglia di rivalsa dopo il derby in una prestazione di alto contenuto agonistico e caratteriale“. Sulla formazione. “Non ho ancora deciso. So che chiunque sarà chiamato ad indossare la maglia da titolare darà l’anima”. 

Claudio Inconis

I convocati
Portieri: Cancelli, Ruzittu
Difensori: Arboleda, Maestrelli, Peana, Piroli, Sbardella, Trillò
Centrocampisti: Aiana, Cardore, Casini, La Rosa, Nuvoli, Taufer, Varricchio
Attaccanti: Bertoldi, Curcio, Lisai, Musto, Sanna



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