Federico Pasquini (foto: Giuliano Gatti)

Federico Pasquini (foto: Giuliano Gatti)

Sulle spalle di Polonara, Bostic e Pierre, la Dinamo Sassari dilaga a Capo d’Orlando e ottiene una vittoria fondamentale per la corsa playoff, sempre più complicata e affollata, e per rialzare la testa dopo l’ennesimo schiaffo europeo. Prossima tappa Varese, in casa, con il margine di errore che si ormai ridotto all’osso. Quanto visto, soprattutto a livello offensivo, in Sicilia, fa però ben sperare. Intanto Pasquini ha di fatto relegato in coda alle gerarchie Hatcher e centellinato Bamforth, ottenendo dividendi da Spissu e Stipcevic nel settore esterni.



“Siamo stati bravi a colpire i punti deboli di Capo d’Orlando”, dice un soddisfatto Pasquini in sala stampa, anche perché la sua squadra ha dovuto fare a meno di Planinic, come già nella disfatta di Le Portel. “L’assenza di Darko – dice Pasquini – ci crea problemi a rimbalzo, ma siamo riusciti a sopperire con il collettivo, con gli altri che sono stati svegli”. Pasquini ha definito “pesante” la settimane pre-Orlandina, conclusa con la vittoria dopo il mini-ritiro nell’isola, mentre la prova offerta sul parquet siculo è “intelligente e lucida”, nell’analisi del sempre discusso coach-GM.

“Mi interessava vedere una squadra sveglia e pronta a leggere le situazioni – conclude Pasquini -, sono contento di Bamforth, ho preferito Stipcevic e Spissu ad Hatcher perché più adatti a questo avversario, mentre William poteva essere più efficace in Francia”. Con il solo obiettivo di entrare nei playoff, ci si potrà allenare di più: “Purtroppo è così, prendiamo il lato buono della cosa e quindi potremo lavorare meglio in questo finale di stagione”, commenta il nocchiero biancoblù.



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