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Gigi Scanu (foto Alessandro Sanna)

Gigi Scanu (foto Alessandro Sanna)

Il Sassari calcio Latte Dolce ha messo un punto in cassaforte contro una Lupa Roma affamata di punti e lanciata verso i pienai alti della classifica, ha allungato a +5 il margine di vantaggio sulla zona playout ma non ha ancora la certezza matematica della salvezza e deve quindi continuare a correre, senza mai abbassare ritmo e livello di concentrazione.



Attualmente i biancocelesti sono appaiati a quota 33 punti al Budoni, con un vantaggio di 2 lunghezze sul Flaminia e di 5 sul Monterosi, ultimo vagone del treno playout. Il San Teodoro – prossimo avversario di Andrea Usai e compagni – è penultima forza della classifica (19) che, ad un solo punto di distanza, insegue il Tortolì (20) nella speranza di agganciarlo o superarlo per conquistare una cartella da giocare nella lotteria post season, e regalarsi la possibilità di confermare la categoria. Ci sono 7 gare da giocare e ben 21 punti sul piatto, occorre tenere la testa bassa e pedalare: quello che sta per partire è un vero Gran Premio della Montagna, e nessuno può permettersi di restare indietro. Nessuno vuole restare indietro. A Gigi Scanu l’analisi del match giocato domenica al Vanni Sanna contro la Lupa Roma e il punto della situazione in casa Sassari calcio Latte Dolce in vista della gara di domenica, in trasferta a San Teodoro:

Ci descrivi in breve il match giocato contro la Lupa Roma? «È stata una partita molto difficile, giocata su un campo pesante, contro un avversario calcisticamente antipatico che diversamente da noi arrivava da tre risultati positivi consecutivi».

Dopo il vantaggio ospite era importante reagire: cosa hai pensato sullo 0-1? Come hai risposto, assieme alla squadra, a questo stimolo negativo? «Il match si è messo in salita dopo il loro goal, noi però abbiamo reagito molto bene, di squadra, arrivando a pareggiare e poi sfiorando il vantaggio a fine primo tempo. Nel secondo tempo si è fatta sentire un po’ la stanchezza, dovuta al campo pesante e agli avversari che hanno pensato più  a difendere che ad attaccare, sfruttando poi le ripartenze».

Quanto era importante non perdere e portare a casa almeno un punto? Perché? «Guadagnare punti in questa partita era una necessità primaria, come lo è sempre del resto. In questo caso era comunque molto importante per prendere ulteriormente le distanze dalla zona playout, alimentare la fiducia e cementare l’unità di intenti».

Cosa occorre al Sassari Latte Dolce per dare il colpo di coda e chiudere matematicamente il discorso salvezza? «Semplicemente un po’ più di fiducia nei mezzi del collettivo, che sicuramente non mancano».

Come giudichi la tua stagione? «Sicuramente positiva: mi è stata data molta fiducia e spero di poter dare sempre di più per questa squadra».

Un giudizio sul campionato? «In testa senza storie, con il Rieti che la fa da padrone. Un po’ di rammarico per la parte centrale della classifica dove sicuramente, con un po’ di “attenzione”, saremmo potuti essere qualche posizione più avanti. Per quanto riguarda la parte bassa, occupata da squadre che ritengo essere comunque capaci di esprimere il loro gioco, vedo purtroppo impegnate gran parte delle squadre isolane, e questo dispiace».

Il prossimo avversario? «Il San Teodoro arriva da un risultato positivo fuori casa, dove ha battuto 3-4 il Cassino. Partita molto difficile, forse anche più difficile di quella contro la Lupa Roma, perché è un derby tra squadre sarde che devono vincere per allontanarsi dalla zona hot della classifica».



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