Giacomo Devecchi, bandiera e capitano della Dinamo Sassari (foto: Giuliano Gatti)

Giacomo Devecchi, bandiera e capitano della Dinamo Sassari (foto: Giuliano Gatti)

Il capitano e l’enfant prodige sardo suonano la carica prima del bivio Varese-Brindisi.

I sardi domenica in casa contro i lombardi, poi in Puglia. Il capitano: “Due vittorie!”. Il play: “Sto e stiamo crescendo”.

“Due vittorie prima di Pasqua”. Così, sulle pagine de L’Unione Sarda, il capitano della Dinamo Sassari, Giacomo Devecchi, sprona il gruppo per trovare l’abbrivio verso i playoff, ultimo obiettivo della tribolata stagione. Domenica alle 19, a Sassari, arriva una Varese in gran forma. Per i sardi, prima di Pasqua, ci sono i biancorossi e la trasferta a Brindisi.



“Stiamo subendo troppi punti – dice Devecchi -, stiamo segnando molto, così non possiamo andare avanti e nei playoff la difesa è decisiva. Dispiace essere tornati alla discontinuità che pensavamo aver abbandonato, la classifica è molto corta e basta poco per perdere posizioni, dobbiamo fare il massimo e ottenere almeno 4 vittorie per essere nelle prime 8 della Serie A. L’ideale sarebbe arrivare quinti, così da evitare Milano, Venezia e Avellino nel primo turno – conclude Devecchi – c’è molto equilibrio, difficile fare calcoli, meglio pensare a battere Varese, che è sta bene e non sarà facile da superare, la squadra di Caja gioca un ottimo basket”.

Sulla stessa scia Marco Spissu, che ha parlato a La Nuova Sardegna. “Il nostro calendario non è semplice, vincere in trasferta come fatto a Capo d’Orlando è importante, la sconfitta di Le Portel fa ancora male, ci prepariamo a molte partite ad alta intensità. Siamo una squadra con attributi, certamente manca qualcosa, come si è visto nelle partite perse, nei tanti punti subiti, nei finali punto a punto, dobbiamo migliorare trovando risorse al nostro interno”, incita il sardo classe ’95. La stagione di Spissu ha avuto alti e bassi, come è normale che sia per un giovane. “Mi sento più tranquillo rispetto agli inizi – dice – Devo imparare a gestire le situazioni anche nel corso della singola partita, senza farmi scalfire da un errore, in Serie A se cali d’intensità ti mangiano, spero di diventare sempre più completo, non ho paura delle responsabilità e devo avere la padronanza del gioco, visto il ruolo che occupo. Il coach sa di poter contare su molti giocatori, tutti dobbiamo sentire la fiducia, dare il massimo e ripagarlo”.



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