Riccardo Paolini (foto: Zuddas)

Riccardo Paolini (foto: Zuddas)

Così il coach della Cagliari Dinamo Academy, Riccardo Paolini, prima della sfida contro la Leonis Roma, nella Capitale. I rossoblù cercano gli ultimi punti salvezza.

“Da qui alla fine della stagione regolare ci attendono cinque partite che dobbiamo affrontare con la massima attenzione e determinazione perchè sono importantissime per il nostro futuro. Domenica sfidiamo a Roma la Leonis, una squadra molto esperta ricca di giocatori, compresi i due stranieri, che conoscono bene il campionato di Serie A2. A fianco dei due americani, che sono le punte offensive della formazione capitolina, troviamo un parco di italiani di primo livello composto da elementi come Brkic, Pierich o Piazza. Sicuramente l’Eurobasket ha un ottimo roster, spetta quindi a noi disputare una gara di notevole attenzione difensiva. Penso sia importante esaltare le nostre caratteristiche con una particolare attenzione però alle palle perse che potranno essere una chiave del match. Mi spiego meglio: dovremo tentare di correre in contropiede appena possibile, altrimenti dovremo trovare la soluzione offensiva più efficace anche al limite dei 24 secondi. Se sapremo fare ciò e perderemo meno di 10 palloni potremo rimanere a contatto con Roma fino alla fine della partita.



Il punto sulla squadra cagliaritana. “Il percorso di recupero di Bucarelli, dopo l’infortunio alla spalla riportato nella gara con Siena, procede bene, ma chiaramente Lorenzo non è al meglio della condizione. Prova ancora dolore e questo si vede perfettamente in alcune situazioni a rimbalzo o nei passaggi in cui fatica a distendere completamente il braccio”.

La Academy è cresciuta dopo la sosta. “Innanzitutto sono cambiati gli avversari – conclude Paolini -, visto che abbiamo affrontato due formazioni che credo siano al nostro livello. Dopo di che sono sempre convinto che le pause siano utili e non solo perchè vi è la possibilità di concedere del riposo ai giocatori. Durante il break per esempio noi abbiamo svolto del lavoro fisico con il nostro preparatore e questo si sta dimostrando davvero utile”.



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