Federico Pasquini (foto: Giuliano Gatti)

Federico Pasquini (foto: Giuliano Gatti)

“Secondo me l’approccio giusto c’è stato, siamo mancati non tanto all’inizio, quanto in alcune situazioni successive, come quando ci siamo dimenticati Okoye in una rotazione e Avramovic nell’angolo davanti alla panchina”. Così Federico Pasquini dopo Dinamo Sassari-Varese (leggi qui report e statistiche), parlando anche dei problemi nel settore lunghi. “Cain ha disinnescato gli avversari, ci hanno tolto la possibilità di eseguire blocchi veri ed eseguire soluzioni ragionate, così Jones e Planinic hanno pagato dazio”.



Appena 3′ in campo per Hatcher. “In difesa paghiamo molto quando lui è in campo, di conseguenza mi son fidato di più di altri, come Spissu e Stipcevic. Non c’è un problema Hatcher, ma un problema di squadra, volevamo vincere siamo delusi. Ho 7 esterni competitivi, mi dispiace non far giocare qualcuno, come Devecchi che viene da 2 panchine e sapete quanto lo abbia sempre impiegato con continuità”. Così sul rendimento di Bamforth: “Si è un po’ intestardito talvolta, loro però hanno fatto molto bene a livello difensivo, ti sporcano sempre il palleggio e i palloni, mentre Pierre si è un po’ incupito dopo i primi problemi contro Okoye”. Oggi la Dinamo ha perso contro Varese che era ed è indietro in classifica, cosa succederà contro avversarie vicine in classifica? “Bisogna guardare al 2018 di Varese, è una squadra che ha un ruolino pazzesco, non pensiamo a quello che è successo prima. Il calendario e gli incastri contano molto, all’andata Milano perse contro Avellino, oggi vince in Irpinia alla quarta gara in una settimana, significa che sono cresciuti e quindi trovare Milano oggi non è una fortuna”.

Ottima prova di Polonara: “E’ vero, però dobbiamo lavorare meglio per dargli palla in post-basso, non può avere solo una dimensione perimetrale”. E’ piaciuto anche Bostic: “Sta facendo sempre bene, non è una sorpresa”. La situazione in classifica si fa dura. “Lo sappiamo, con l’arrivo in alto di Torino e Bologna l’asticella si è alzata, Brescia ha continuità di roster ed è partita alla grande, noi siamo quelli che hanno cambiato di più, abbiamo dovuto spendere dei mesi per amalgamarci, mi aspettavo queste difficoltà di fronte al mercato fatto da Torino e Bologna”.

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