Pierluigi Carta e Bernardo Mereu (foto: Sandro Giordano, PhotoPoint)

Pierluigi Carta e Bernardo Mereu (foto: Sandro Giordano, Photopoint)

Guai a farsi inghiottire dal vortice delle recriminazioni per i torti arbitrali o del pessimismo per i tanti infortuni traumatici subiti“. Il monito arriva da Pierluigi Carta, direttore sportivo di un’Olbia che ha tirato il fiato dopo il KO interno contro l’Alessandria, usufruendo del turno di riposo nel pre-weekend pasquale. L’oggetto della pacata riflessione è la forza che l’Olbia dovrà saper trarre dalla sfida giocata nello scorso weekend contro i grigi, corazzata del girone che i bianchi erano riusciti a recuperare in avvio di ripresa grazie alla prima rete in carriera di Cotali. Un gol che, di fatto, è andato ad azzerare le clamorose sviste (gol di mano di Marconi e solare rigore non concesso per fallo su Feola) del direttore di gara. Come a dire che la banda di Mereu ha le carte in regola per concedersi il lusso di superare anche i torti.

Dopo la partita, a caldo, le sensazioni che si provano sono una miriade e una sconfitta in una partita tirata genera inevitabilmente disappunto“, dice Carta, che rimarca immediatamente come prima di tutto venga sempre la filosofia dell’Olbia, quella del non andare a cercare le motivazioni di un ko nella prestazione del direttore di gara, “fattore che non possiamo né allenare né determinare. Dobbiamo dare di più, accettare e incassare i colpi, evitare che questi minino quanto di buono abbiamo dimostrato di saper costruire grazie al mister e alla cultura del lavoro che ha portato a Olbia sin dal suo arrivo“.



Di fronte all’Alessandria, “formazione con un motore da Serie B” – precisa Carta – l’Olbia è piaciuta per personalità ed intraprendenza.Gli episodi ci hanno condannati, la prestazione è stata però all’altezza. Da questo bisogna ripartire, alzando l’asticella e sapendo che certi squadroni ti concedono poco e non puoi concedere nulla“.

Il 7 aprile, ancora al “Nespoli”, arriva un Livorno che pare avversario identico ai Grigi. Meglio così? “Non ci penso, bisogna sfidare tutti e farlo al meglio con le proprie qualità e caratteristiche. Se poi l’avversario sarà più forte lo applaudiremo. Di certo ce la giocheremo perché vogliamo sempre migliorarci e siamo ambiziosi. Chi hai di fronte va rispettato ma non temuto“.

Intanto, però, gli infortuni non si fermano. Dopo Ogunseye, Piredda e Pisano, ecco Pennington e Leverbe, operato di recente al menisco. Quattro su cinque defezioni che arrivano da problemi di natura traumatica alle ginocchia. Una “bella” jella. “Come gli errori arbitrali, anche gli infortuni fanno parte del gioco. Lamentarsi non porta a recuperi più rapidi. Le difficoltà diventino trampolino per trasformarle in punti di forza. Chi è sceso in campo con la maglia dell’Olbia ha sempre dimostrato di essere all’altezza e così sarà sino a fine stagione. Non credo alla sfortuna, sono cose che fanno parte del nostro mondo, poi è indubbio che gli infortuni siano stati tutti molto seri e con un peso specifico rilevante nella nostra rosa“.

Proprio il crack occorso a Ogunseye ha costretto a responsabilizzare da subito Christian Silenzi, fondamentale col suo gol a Pistoia. “È la dimostrazione che a Olbia nessuno viene per caso, perché ognuno ha la sua storia e il suo percorso di maturazione. L’idea era far arrivare Christian già l’estate scorsa per crescere alle spalle di Ogunseye, l’infortunio di Roberto ci ha obbligato ad accelerare e Silenzi è stato chiamato in causa con compiti non da poco. Ha le caratteristiche di prima punta e potenziale, ma non bisogna avere fretta pretendendo subito gol a grappoli“.

Non sono una sorpresa totale, però Matteo Cotali Simone Pinna stanno vivendo un momento esaltante, coronando un percorso di crescita che arriva da lontano. “Direi che possono essere presi ad esempio e didascalia della filosofia tecnica dell’Olbia. Sono al terzo anno con noi, nonostante siano dei classe ’97 possiamo equipararli ai “grandi”. Il nostro obiettivo è lavorare con ragazzi così, che possano sbarcare in palcoscenici anche più importanti. Certe prestazioni sono il segnale che la direzione intrapresa è quella giusta“.

Fabio Frongia



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