Mattia Pitzalis, classe 2000 del Cagliari (foto: Zuddas, Agenzia Fotocronache)

Mattia Pitzalis, classe 2000 del Cagliari (foto: Zuddas, Agenzia Fotocronache)

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Daga 6.5 – Meno male che c’è Drago, altrimenti il passivo già nel primo tempo sarebbe più pesante. Assiste da posizione “privilegiata” alla mattinata simil incubo per i colori rossoblù.

Porru 5 – Difficile sostituire Kouadio, una delle stelle della squadra che in questo campionato fa la differenza. Ci prova, dando supporto alla difesa inficiata dall’inferiorità numerica più che spingendo in condizioni complicate anche dalla verve foggiana. (dal 75′ Fini SV – Entra quando i buoi sono già scappati)

Pitzalis 3 – Scellerato il gesto che condiziona la partita, complica i piani di giornata al Cagliari e forse anche il campionato. Difficile dire di più, se non auspicare una bella ramanzina, eufemisticamente parlando. Ma anche da queste cose si può imparare, eccome.



Antonini Lui 5 – Soffre il brio degli avanti pugliesi, non riesce a mettere ordine nelle vesti di regista arretrato.

Marongiu 4.5 – Confusionario e poco presente, dovrebbe dare ordine invece finisce presto nel marasma. Prova a salvarsi con qualche iniziativa personale, poca roba.

Cadili 5.5 – Ha il “merito” di guadagnare il rosso di Betti, che ridà fiato solo per pochi minuti. Per il resto è come al solito generoso e pugnace, ma soffre alla stregua degli altri.

Tetteh 4.5 – In una gara da trincea, combatte ma non è certo l’uomo che possa trascinare fuori dalle secche. (Camba 5.5 – Subito una palla-gol, poi i rifornimenti scarseggiano e deve sbuffare senza costrutto).

Ladinetti 4.5 – Nell’area di Apricena il suo fioretto è inefficace. L’impressione è che debba maturare ancora moltissimo prima di meritare tanta fiducia.

Gagliano 5 – Evanescente, poco ispirato, la difesa lo controlla agevolmente.



Lombardi 4.5 – Non si può dire che il suo innesto invernale abbia dato un salto di qualità. Potenziale fisico elevato, curriculum di spessore, ma il ragazzo sembra ancora pesce fuor d’acqua non in grado di assumersi reali responsabilità, salvo rare fiammate cui abbiamo assistito in queste settimane. (dal 46′ Sanna 5 – Inserito per ridare equilibrio alla squadra, scende in trincea ma può poco nella perenne apnea)

R. Doratiotto 5 – Svaria, si sbatte, si fa trovare, ma non è giornata.

Allenatore: Max Canzi 5 – Impossibile non premettere come l’espulsione prima del quarto d’ora abbia condizionato e disegnato un’altra, molto irta partita. Al netto di ciò, comunque molto rilevante, il Cagliari appare in flessione fisica e mentale, e lo si nota soprattutto quando si gioca contro avversari non eccelsi ma capaci di alzare il livello dell’agonismo, a differenza di un contesto più soft della (positiva) Viareggio Cup. Il segnale incoraggiante è invece la compattezza di gruppo e la voglia di reagire, come si è visto nel finale di primo tempo e in frammenti della ripresa. In vista delle battaglie decisive di un campionato diventato rovente, non è sbagliato pensare che possa rivedere alcune scelte fatte da gennaio in avanti, le quali non hanno dato frutti sperati sul fronte del salto di qualità.

Fabio Frongia



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