Diego Lopez, allenatore del Cagliari, in sala stampa (foto: Zuddas)

Diego Lopez, allenatore del Cagliari, in sala stampa (foto: Zuddas)

Dopo il pesantissimo rovescio interno contro il Torino, l’allenatore del Cagliari Diego Lopez è l’unico a parlare negli spogliatoi della Sardegna Arena. “Dimissioni? No, non ci ho pensato”, esordisce così il tecnico uruguayano in sala stampa. Intanto la squadra va in ritiro anticipato: “Lo facemmo anche prima di andare a Genova contro il Genoa, quando poi non si giocò. Chiaro che il risultato negativo di oggi favorisce questa decisione, però non è niente di punitivo”.

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“Non ci aspettavamo certo una batosta così, soprattutto dopo un primo tempo giocato bene con chance da gol per noi. Ai ragazzi ho detto che bisognava spingere di più, era nelle nostre possibilità e siamo anche partiti bene nella ripresa, poi siamo calati dopo lo 0-1 senza riprenderci più. Non abbiamo mollato, ma quei gol subiti sono frutto di una corsa in meno, un raddoppio in meno, di tante piccole cose che in Serie A paghi caramente”.

“Bisogna cercare di non fare più certi errori – prosegue Lopez – a cominciare da martedì in casa del Genoa contro una diretta concorrente”. Tante le assenze odierne: “Non penso abbiano influito, alla fine l’unico con poco minutaggio nelle gambe era Deiola. Ho preferito risparmiare Ionita dopo la Nazionale e visto che abbiamo molte gare ravvicinate. Han non aveva molti minuti, ha fatto un lungo viaggio, ecco perché ho scelto Ceter al 62′ sullo 0-1”.

L’impressione è che il Cagliari si sia rilassato per la buona classifica post-Benevento? “No, non direi. Credo che se così fosse il segnale sarebbe già arrivato nel primo tempo, invece abbiamo approcciato bene la partita e fatto un buon primo tempo. Dopo lo 0-1 occorreva rimanere squadra, senza disunirci, al cospetto di calciatori di qualità, invece è arrivata la goleada”.

Ora due trasferte contro rivali dirette. Oggi decisivo l’ingresso di Ljajic? “Nel momento in cui fai giocare troppo Iago Falque paghi dazio, idem il serbo, ci volevano raddoppi, aiuto reciproco, sacrificio. Ora due gare da non sbagliare, traiamo insegnamento da oggi e ripartiamo dal primo tempo”.

Le parole di Walter Mazzarri, allenatore del Torino. “Avrei preferito fare meno gol oggi e qualcuno in più nelle partite precedenti… Abbiamo cambiato modulo, nel primo tempo abbiamo fatto fatica. Non giocavamo per niente la palla. Poi abbiamo cambiato nel secondo tempo, un trequartista e due punte, con Baselli e Ljajic abbiamo creato di più e fatto gol. Una volta sbloccato il risultato si è vista una squadra in grado di giocare senza paura. Anche contro la Fiorentina avevamo fatto tanti errori tecnici: probabilmente i risultati negativi, dal derby in poi, avevano portato un blocco psicologico”. L’ingresso di Ljajic è stato decisivo?Nei primi due-tre minuti della ripresa abbiamo fatto bene anche prima che entrasse Ljajic, con il Gallo che ha mancato il gol di poco, perchè abbiamo spostato in avanti Baselli. In generale è importante avere equilibrio e solidità, altrimenti le partite le perdi. Oggi questo è stato fatto e il risultato è arrivato”. Ora l’obiettivo è la continuità: “Questa è la strada giusta, bisogna continuare come fatto nel secondo tempo. Non ci dimentichiamo che il Cagliari in casa aveva messo in difficoltà la Lazio. Nel secondo tempo si è giocato meglio e si è vinto”. Ora Ljajic sarà di nuovo titolare? O il tecnico è pronto a prendersi le critiche? “Qualcuno vuole che giochino i giovani: poi però bisogna prepararli, perchè se non sono pronti il Toro perde e Mazzarri non ci capisce nulla. Su Adem, ora lui ha capito quello che voglio. Con questo assetto possiamo sorreggere anche i giocatori di qualità. A me il 4-3-3 piace, in Inghilterra ho vinto tante partite. Ho trovato una squadra con tanti giocatori di qualità, ma se non corrono tutti insieme non possono coesistono. C’è voluto un po’ di tempo per trovare l’assetto e gli equilibri giusti, ora speriamo di averli trovati”. (dichiarazioni riportate da ToroNews.net)

dall’inviato Claudio Inconis

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