Matteo Cotali, prima di Olbia (gennaio 2016) ha giocato nelle giovanili di Inter e Cagliari | Foto Sandro Giordano, PhotoPoint

Matteo Cotali, prima di Olbia (gennaio 2016) ha giocato nelle giovanili di Inter e Cagliari | Foto Sandro Giordano, PhotoPoint

“Un’emozione unica, difficile da descrivere”. La gioia per il primo gol in carriera è ancora molto viva per Matteo Cotali, pendolino di un’Olbia che si gode una Pasqua solo parzialmente guastata dalla sconfitta pre-turno di riposo contro l’Alessandria. Alle porte c’è il Livorno, avversario che proporrà un match sulla carta non dissimile da quello contro i grigi piemontesi.

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“Peccato per il KO contro l’Alessandria – racconta il ’97 Cotali – Conquistare dei punti sarebbe stato ottimo sia per la nostra classifica che per il prestigio, e poi avrei coronato una giornata indimenticabile. Non sono mai stato un goleador, nemmeno quando nelle giovanili dell’Inter facevo l’esterno alto, di sicuro è la prima rete dal peso specifico così elevato, anche se non ha portato un risultato positivo”.

Dedicata la rete a “mamma, papà, fratelli e soprattutto nonno Luciano, scomparso 8 anni fa ma che mi seguiva sempre e al quale avevo promesso un gol”, un effetto particolare c’è stato anche nel gruppo bianco. “Da un mese e mezzo i ragazzi mi minacciavano bonariamente per le conseguenze di un mio gol, e durante l’esultanza ero talmente felice che non ho sentito tutti i colpi che mi hanno dato. Questa rete è merito loro, di Daniele Ragatzu che mi ha messo una bella palla, dello staff con il quale abbiamo provato una soluzione diversa per sorprendere l’Alessandria, che infatti mi ha lasciato tutto solo in area. Forse scommettevano sul mio repertorio che non annovera certe gesta…”, scherza con la solita, matura sagacia.

L’esultanza dopo il gol di Cotali (foto: Roberta Marongiu)

L’esultanza dopo il gol di Cotali all’Alessandria (foto: Roberta Marongiu)



Il post-Alessandria è stato anche fatto da lamentele a caldo e acqua sul fuoco poco dopo. “Il fallo di mano di Marconi era impossibile da non vedere, ero lì con l’arbitro… Peccato, però sono d’accordo con chi dice che questi episodi devono darci forza, dobbiamo trasformarli in ulteriore motivazione in vista del Livorno”. I Labronici arriveranno al “Bruno Nespoli” per la prima di sei finali verso la Serie B. “In casa nostra ci sentiamo sempre un po’ più protetti e competitivi – ringhia Cotali – Forse anche per questo la squadra in trasferta non ha ottenuto buoni risultati, dobbiamo crescere da questo punto di vista. Il Livorno è forte, non lo scopro certo io, sono sfide belle da giocare, ci sarà tanta gente, dovremo ripetere la prestazione offerta contro l’Alessandria e imparare che la minima distrazione risulta fatale”.

Nonostante sia un classe ’97, l’impressione è che Cotali sia ormai equiparabile ai “grandi” della rosa. “Diciamo che ho preso confidenza con l’ambiente e la dimensione dell’Olbia, mi piace pensare di poter trasmettere qualcosa a chi ha qualche anno in meno di me, però ci sono altri ragazzi più grandi che già indicano molto bene il sentiero da percorrere. Per quanto mi riguarda cerco di impegnarmi quotidianamente: sto bene, la corsa non mi è mai mancata, non ho mai avuto problemi fisici e quindi devo esserne contento ed approfittarne. Dove devo migliorare? Esagererò, ma direi ovunque, a cominciare dall’aspetto tecnico”.

L'incornata di Cotali contro l'Alessandria (foto: Sandro Giordano, PhotoPoint)

L’incornata di Cotali contro l’Alessandria (foto: Sandro Giordano, PhotoPoint)

Intanto Cotali si butta avanti che è un piacere, spinge con continuità e la catena di sinistra dell’Olbia funziona non poco. “La qualità di Ragatzu è nota, dialogare con lui è facile e ti manda al cross o in porta con facilità. Con Feola c’è un gran bel rapporto, ci intendiamo al volo, spesso scherza dicendomi che l’80% del mio rendimento è dovuto al suo sacrificio, ha ragione perché mi copre le spalle e ci aiutiamo a vicenda. La sua mentalità, quella del dare tutto in ogni partita, è quella da seguire”.

E c’è chi per Cotali prevede un futuro in categoria superiore, come tappa obbligata nel percorso di crescita. “Non so e non sta a me dire dove meriti di giocare nel futuro prossimo, di sicuro l’obiettivo mio e di tutti i giovani calciatori è quello di ambire al massimo. Poi si vedrà dove arriveremo”.



La chiusura è sul finale di stagione. “Dobbiamo essere più cattivi sotto porta, nelle zone-gol, sempre ricordando che si difende e si attacca tutti insieme. Nel 2018 abbiamo subito meno gol, escludendo le ultime due partite, mentre facciamo più fatica a creare occasioni da rete, lo dicono i numeri. L’impegno profuso è massimo, dobbiamo fare uno step per concretizzare le prestazioni di personalità che stiamo tirando fuori”. Anche perché giocare almeno un turno di playoff sarebbe cosa non trascurabile. “Mi darebbe fastidio, dopo una stagione nella parte sinistra della classifica, chiudere nelle posizioni di rincalzo. I playoff sarebbero occasione per metterci in mostra e dare ulteriore lustro al lavoro di ogni componente societaria”.

Fabio Frongia

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