Marcello Carli, 54 anni

Marcello Carli, 54 anni

Marcello Carli è a sorpresa il nuovo direttore sportivo del Cagliari. Uno stupore che riguarda la tempistica, alla luce della crisi profonda dei rossoblù a rischio Serie B, più che per le qualità dell’ex giocatore e dirigente dell’Empoli. Otto anni (2009-2007) a vario titolo nel club di Fabrizio Corsi, uomo di plusvalenze e scelte decise, rileva un Giovanni Rossi che in più di una circostanza avevamo definito talent scout anziché ds, con il quale le cose sarebbero precipitate dopo un lungo e silente cigolio, a dispetto delle dichiarazioni di circostanza, che magari erano sincere e semplicemente i problemi sono arrivati dopo.

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Si apre comunque una nuova era, la cui entità e crismi andranno verificati con il tempo, a partire dalla prossima estate. Carli rappresenta quella figura forte che al Cagliari è sempre mancata, da quando si decise di cambiare direzione divorziando da un Stefano Capozucca che non necessariamente andava rimpianto, tra mosse di mercato (e contratti) miopi e altri problemi interni rimasti tra quattro mura. Nell’immediato sarà l’uomo nuovo che entra in uno spogliatoio e darà un segnale ad un gruppo spaesato, fiaccato da sconfitte e carenze, da una classifica alla quale occorre porre rimedio con quel che si ha in bottega. Proverà a dare qualche certezza, a rappresentare un simbolico segnale di compattezza di fronte alle intemperie. Poi, in futuro, si vedrà, a patto che (anche questo è concetto detto e ribadito) cambi il modus operandi fatto di ingerenze e dubbi che portano a guastare i rapporti e sbagliare mira.

Intanto, però, la società rossoblù ha capito che non si poteva andare avanti con una strategia del basso profilo che non ha mai pagato. L’assenza di un tassello di raccordo tra squadra e vertice si è sempre avvertito, nelle piccole e nelle grandi cose, dal mercato balbettante (incompleto, imperfetto) alla voce da far sentire in privato e in pubblico, dal punto di vista di una figura responsabile di un progetto assieme almeno all’allenatore da lui scelto. Due punti fermi di una rotta da seguire, solo successivamente da analizzare distribuendo colpe e magari licenziamenti.

Come successo negli ultimi anni a Empoli, dove di Carli si parla molto bene nonostante il naufragio della stagione scorsa. Subì la scelta presidenziale di Martusciello, propose e difese Sarri e Giampaolo dai tumulti della proprietà, ha spesso messo la faccia di fronte ai problemi. Il Cagliari, tutto questo, negli ultimi mesi non lo ha avuto, tra silenzi imbarazzanti e dichiarazioni poco calibrate, inefficaci quando non controproducenti.



Dopo tanto mutismo che comunque perdura (presidente e massimi dirigenti non si esprimono da molte settimane), arriva una sterzata che infatti dall’ambiente è stata giustamente percepita in modo positivo, pur in un contesto di paura, rabbia, tristezza e speranza. Quella di uscire da un incubo, tutti insieme, per guardare al futuro. Anche con Marcello Carli.

Fabio Frongia

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