Salvatore Sechi, presidente della Torres (foto: seftorrescalcio)

Salvatore Sechi, presidente della Torres (foto: seftorrescalcio)

La Torres vuole rialzarsi, e la seconda parte di stagione in ascesa ha rinvigorito un ambiente fiaccato da un decennio di bastonate, illusioni e gioie effimere. Dopo il 3-1 al Castiadas, la testa è tutta sulla bella chiusura di campionato, volta a ottenere il miglior piazzamento playoff possibile per giocarsi poi gli spareggi nazionali che varranno il ritorno in Serie D.

“Ho dovuto occuparmi della Torres riprendendola da sotto terra”, dice alla RAI il presidente Salvatore Sechi, già vice-presidente e protagonista del salvataggio estremo a cavallo del Capodanno 2017, “il primo obiettivo era salvarla, certamente faremo il massimo per riportarla dove merita”, il Sechi-pensiero che apre ad una nuova estate da vivere tra campo e idee progettuali per la crescita e la strutturazione del club.



“Vogliamo fare bottino pieno in questo finale di stagione, è stata un’annata difficile ma ce la metteremo tutta per ottenere il miglior piazzamento playoff possibile e il miglior risultato finale che sarà nelle nostre possibilità. Le avversarie nei playoff – Atletico Uri, Sorso e Stintino – si equivalgono, noi siamo pronti”. Parla così mister Giuseppe Tortora, per tutti Pino. L’ex Avezzano ha appena incassato la conferma presidenziale anche per la prossima stagione, al di là di come finirà questa.

Un attestato di stima e approvazione del lavoro del tecnico che lo fa “felice”, perché “è un’opportunità importante e sono convinto che continueremo a crescere”, dice a La Nuova Sardegna. Le parole di Tortora sono perentorie, anzi si sbilancia. “Sono sicuro che l’anno prossimo, a inizio aprile, saremo in corsa per i playoff della serie D”, dice con la solita schiettezza e senza paura, tessendo una volta di più le lodi di Sechi. “Dopo esserci conosciuti l’anno scorso in occasione di Torres-Avezzano – racconta – quest’anno mi ha chiesto di dargli una mano e non ci ho pensato un attimo. Avevo promesso a me stesso che non avrei allenato squadre di Eccellenza ma la Torres non è una squadra di Eccellenza: è la Torres”. Definita “male assemblata, sbagliata” la Torres di inizio stagione, ereditata da Ivan Cirinà e sistemata in corso d’opera, Tortora conclude facendo qualche nome dei suoi adepti, cosa mai banale per un allenatore restio a fare classifiche. “Non posso non citare Sarritzu, Scioni e Buba Diouf, ma non penso ci sia un leader vero e proprio, bensì un gruppo compatto. Sono convinto che vinceremo i playoff e saremo ripescati in Serie D, tra un anno ne riparleremo”.



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