Diego Lopez, tecnico del Cagliari

Diego Lopez, tecnico del Cagliari

Alla ricerca di punti. Disperatamente. Potremmo sintetizzare così la missione del Cagliari, atteso domani a Genova in casa della Sampdoria, con il chiaro obiettivo di conquistare quei punti necessari per il raggiungimento della salvezza. Avversario ostico per gli uomini di Diego Lopez, contrapposti ad una formazione che per cullare ancora le proprie velleità europee è chiamata al successo contro i rossoblù.

Ci attende una gara importante, come una finale, così come quelle che seguiranno –  ha affermato il tecnico uruguaiano nella sala stampa del centro sportivo di Asseminello – ma questa è la più importante perché è la più vicina. Per questo motivo dobbiamo andare a giocarla con entusiasmo e personalità. Tre nomi? Difesa e centrocampo di domenica. In attacco mi tengo il dubbio, Farias sarebbe in grado di giocare dal 1′”.



Si troverà a (ri)affrontare quel Marco Giampaolo che per lui rappresenta un maestro: “Parliamo di un allenatore che cura molto la parte tattica, che pretende tanto e dà tanto. In settimana abbiamo studiato le possibili soluzioni per far male agli avversari e cosa temere. All’andata giocammo una buona partita, abbiamo studiato  gli errori che facemmo anche in quel caso e dovremo evitarli. Possiamo dire la nostra”.

Sempre meno i punti a disposizione in questa volata salvezza, i margini di errore pertanto si riducono: “In questo momento credo che contino più le motivazioni che i valori. Già contro il Bologna abbiamo fatto la nostra partita, ma dobbiamo fare di più e concretizzare anche se è importante non prendere gol. Abbiamo disputato alcune partite buone e altre meno buone, certamente sarei voluto essere già salvo ma questa è la nostra situazione e ne siamo consapevoli. Abbiamo un vantaggio sulle squadre che ci stanno dietro, possiamo essere contenti o pensare a come sarebbe potuto essere. Non possiamo pensare di andare a vincere le partite 3-0: lottiamo per la salvezza, la classifica non mente e dovremo combattere fino alla fine”. 

 

 


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