Diego Lopez, allenatore del Cagliari (foto: Zuddas)

Diego Lopez, allenatore del Cagliari (foto: Zuddas)

Diego Lopez ha mantenuto il suo posto sulla panchina del Cagliari, dopo ore di pensieri nelle stanze dei bottoni da parte di Tommaso Giulini e i suoi collaboratori. Il credito nei confronti dell’uruguayano – già esonerato a Cagliari (2014), Bologna (2015), Palermo (2017) – è esaurito da tempo. Probabilmente non è mai stato ai massimi livelli, essendo di fatto una soluzione “casalinga” al risparmio adottata a metà ottobre da un club, quello isolano, già da mesi in balia di onde che sono andate rinforzandosi, fino a debordare.



Oggi, però, a tre giornate dalla fine di un campionato che vede il Cagliari in crollo verticale verso la Serie B, la conferma di Lopez rappresentava la scelta più logica, forse obbligata. Non percorribili le varie e sparute alternative sul piatto, o per scelta dei potenziali diretti interessati o per opportunità, ed ecco che sulla scena rimaneva solo il traballante Jefe.

Di fatto, era inutile cacciare e sanzionare lo stalliere quando le bestie sono già uscite dalla stalla. Servirebbe una scossa, ma prima occorrerebbe trovare colui che possa essere in grado di darla, e questa figura non c’è. Lo dice il mancato intervento della società, che dà l’impressione di non sapere bene cosa fare. Perché da fare c’è poco, se non sperare in un miracolo. Lopez e la sua truppa potranno confezionarlo?

Fabio Frongia



Altre notizie relative

L’Olbia contro il cuore di Giulini La società bustocca è molto cara al presidente rossoblù
Maran: “Nessuna esaltazione” Il tecnico parla alla vigilia della trasferta allo stadio "Ennio Tardini" di Parma
Conti: “Difficile trattenere Barella” L'ex capitano, ora dirigente: Bisogna sostenere Sau, i sardi e Farias

...e tu cosa ne pensi?

300