Il gruppo del Cagliari in un momento felice di questa stagione (foto: Zuddas)

Il gruppo del Cagliari in un momento felice di questa stagione (foto: Zuddas)

Tre sole partite al termine del campionato di Serie A. Finale thrilling per le concorrenti alla salvezza, tra cui il Cagliari che attualmente occupa il quindicesimo posto in classifica. Solo due punti di vantaggio sul Chievo, prima formazione oltre la linea rossa della Serie B. Lupi, gigliati e una Dea sulla strada dei quattro mori ma, nonostante la graduatoria in questo momento sorrida ai sardi, l’encefalogramma piatto della squadra non lascia presagire nulla di buono. Barella e compagni sono in netta caduta libera e secondo i bookmakers (ma non solo…) è proprio la truppa Lopez a essere la principale indiziata per la retrocessione in cadetteria. Ma come si è potuti arrivare a una simile situazione?



VANTAGGIO SCIALACQUATO – Alla 24a giornata, il Cagliari ha raggiunto il suo massimo vantaggio stagionale sul terzultimo posto, con ben otto lunghezze oltre la zona calda. Il divario si è accorciato appena due gare dopo, quando i sardi hanno incassato la cinquina interna dal Napoli mentre la Spal sbancava Crotone. Dal pari col Sassuolo del 24° turno, gli isolani sono riusciti a raggranellare otto punti in undici giornate. Fortunatamente, il Chievo ha fatto peggio, riuscendo a mettere in cascina appena sei punti. Gran lavoro invece degli spallini che dalla 24a alla 35a sono riusciti a inanellare ben quindici punti.



SNODI FATALI – La trasferta di Verona persa per 1-0 è sicuramente uno dei match cardine di questo declino, una gara che ha pesato oltremodo sulla caduta verticale dei rossoblù. Si è sentita eccome la prolungata assenza di Luca Cigarini, unico in squadra capace di far girare in maniera fluida gli ingranaggi dell’intero undici di mister Lopez. Il regista parmense si infortunò nella trasferta di Reggio Emilia col Sassuolo, altro importante snodo del recente cammino cagliaritano, abbinato al successivo match esterno in casa del ChievoVerona. Proprio la sconfitta coi gialloblù potrebbe rivelarsi fatale: sono i clivensi la terzultima squadra in classifica, tallonando i sardi ad appena due punti di distanza e con gli scontri diretti a favore. Un risultato positivo in terra veneta avrebbe dato una lunghezza in più al Cagliari e due in meno ai ragazzi ora in mano a Lorenzo D’Anna, per un totale di cinque punti di vantaggio. Dettagli non insignificanti, per quanto con i sé e con i ma non si vada da nessuna parte.



FORTINO DEBOLE – Per le piccole del pallone tricolore è noto da anni: la salvezza si costruisce in casa. E così è stato anche per le ultime stagioni del Cagliari di Massimo Cellino, il quale difficilmente perdeva fra le mura del Sant’Elia, in particolare contro le dirette concorrenti per la permanenza in Serie A. Facile parlare col senno di poi, ma in questa stagione c’è un tris di partite che pesano più di ogni altra cosa sull’attuale classifica dei rossoblù: le sconfitte interne con Chievo, Sassuolo e Genoa sotto la gestione di Massimo Rastelli. Il tecnico di Torre del Greco nell’annata 2016/2017 costruì il proprio 11° posto proprio fra le mura casalinghe, senza fallire praticamente mai gli incontri contro le squadre di medio-bassa classifica. Diego Lopez è subentrato a ottobre e alla Sardegna Arena è caduto contro Inter, Fiorentina, Juventus, Milan, Napoli e Torino. Tutte squadre top, ad esclusione dei granata. Possibile attribuire l’attuale situazione del Cagliari proprio quel trittico di KO interni? Le debacle di settembre e ottobre pesano indubbiamente come un macigno sulle sorti degli isolani, costretti ora a gettare il cuore oltre l’ostacolo in un finale di stagione a dir poco proibitivo. Quanto detto va al di là di ogni discorso sul mercato e su eventuali scelte tecnico-tattiche. Ed è meglio non piangere troppo sul latte versato. C’è una salvezza da raggiungere e 270 minuti per guadagnarsela.

Mattia Marzeddu

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