Antonio Giua

Antonio Giua

Antonio Giua è l’uomo del momento, anzi l’arbitro. Il fischietto di Calangianus, esordiente in Serie A come arbitro (una presenza, il 24 febbraio in Bologna-Genoa) e con già diverse esperienze a bordo campo e nella stanza del VAR, sta bruciando le tappe tanto che la critica lo menziona già come tra i migliori (leggi qui). Prima di lui, solo il sassarese Fois e il maddalenino Marsciani calcarono i principali palcoscenici del calcio italia.



In attesa di una nuova partita da “fischiare” in Serie A, Giua si è sottoposto alle domande degli studenti del Liceo Sportivo di Tempio, il “Dettori”. Spesso sono proprio gli addetti ai lavori, gli “intenditori”, a ignorare le regole del gioco – riporta La Nuova Sardegna in un articolo di Giuseppe Pulina – “iniziai a 15 anni come in un gioco – le parole di Giua – ora sto coronando un sogno, per ora sono un arbitro di Serie B che ha avuto la fortuna di arbitrare in Serie A. Tentativi di corruzione? No, fortunatamente mai”, afferma Giua, che poi non può esimersi dal tema VAR. “Gli errori per i quali rimproverarsi ci sono sempre, sono ipercritico e non è facile accettarli, penso ad un rosso dato dopo pochi minuti dall’inizio. Qualcosa di inaccettabile? Chi disonora il calcio e lo sport, come quei genitori che si comportano male verso gli adolescenti, coetanei dei proprio figli”.

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