La formazione del Cagliari Primavera di Max Canzi (foto: Zuddas - Agenzia Fotocronache)

La formazione del Cagliari Primavera di Max Canzi (foto: Zuddas – Agenzia Fotocronache)

Difficilmente il destino avrebbe potuto scrivere una sceneggiatura più intensa. Una trama con sfumature cinematografiche, iniziata nello scorso autunno e che sabato, a Mandas, vedrà il proprio epilogo. Incerto il finale, quasi a rendere ancor più assillante il lento incedere verso quella che sarà, a tutti gli effetti, una finale. 

Certamente l’appuntamento fin qui più importante e atteso dell’albeggiante carriera della truppa di Max Canzi. 90′ in grado di dare colore alla stagione, il punto esclamativo del loro percorso comune. Cagliari-Palermo è – senza scadere nelle retorica eccessiva – la porta di accesso al Campionato di Primavera 1, il piano superiore abitato dalle formazioni più accreditate della categoria. Obiettivo dichiarato, da inizio stagione, di entrambe le società.



Il Palermo scenderà in campo forte dei suoi 44 punti in classifica, frutto di 12 successi e appena 3 sconfitte in 23 uscite. Un bottino che è valso – fin qui – il primato ai rosanero, colto in corsia di sorpasso sul fil di lana. Alle spalle i rossoblù, a braccare i prossimi avversari e distanziati di appena un punto, con 13 successi e 6 sconfitte nel proprio database. Facile notare come le due squadre abbiano maramaldeggiato nel corso di questa stagione, un percorso netto che – per entrambe – renderebbe ancor più amaro un risultato negativo scaturito dallo scontro finale. Qualche fisiologico momento di flessione (tra febbraio e marzo, per i ragazzi di Canzi) che non cancella la regolarità di un gruppo, centrifugato e rinnovato dopo l’ultimo biennio, chiamato ad una costanza di rendimento ai confini del professionismo.

Il tecnico si affiderà verosimilmente a quello zoccolo duro che ha segnato la strada lungo il cammino. Le certezze di una stagione che ha visto pochi esperimenti, al netto della ricerca perpetua di un regista davanti alla difesa. I Kouadio e gli Antonini Lui, così come i Gagliano e i R. Doratiotto, saranno i punti fermi del suo 4-3-1-2, dove i vari Porcheddu, Mastromarino e Fini rappresentano le variabili in grado di variare o rinsaldare lo spartito.

Per molti dei protagonisti, rossoblù e rosanero, sarà un termometro che, per la prima volta, misurerà la capacità di rispondere alle pressioni, interne ed esterne. Il primo – auguriamo loro – di una lunga lista di esami, che andranno a scandire la bontà del loro percorso calcistico. Per questa serie di motivi, l’auspicio in casa rossoblù è che Mandas sia pronta a sostenere il Cagliari Primavera: c’è una finale da vincere.

Stefano Sulis



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