Tanti pensieri per Marcello Carli (foto: Gianluca Zuddas, Agenzia Fotocronache)

Tanti pensieri per Marcello Carli (foto: Gianluca Zuddas, Agenzia Fotocronache)

Tutti contenti perché si è corso, si è lottato, si è tirata fuori quella grinta mancata in maniera colpevole nelle scorse settimane. Il Cagliari è come l’assetato nel deserto che ha in mano solo una bottiglietta semivuota, vede franare il terreno sotto i suoi piedi e non può che aggrapparsi ad una reazione nervosa. Attesa, auspicata, apprezzabile ma inutile. Sì, perché senza punti contro Fiorentina e Atalanta sarà Serie B. Diventata ancora più probabile dopo un pomeriggio di passione in cui le avversarie erano state abili a sorpassare, peraltro in modo annunciato. Il destino non è più nelle mani isolane, il margine è stato dilapidato sottovalutando un pericolo che si è puntualmente materializzato. Nonostante le avvisaglie, i moniti, le nefandezze commesse e i cui effetti sono stati bellamente ignorati.

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Contro la Roma, il Cagliari ha fatto la partita che doveva, ha sbagliato l’impossibile sotto porta ed è stato punito dal super colpo da biliardo di Under, rimanendo infine con un pugno di mosche. Si è anche fatto sentire contro il mancato utilizzo del VAR, segno di come in questi momenti ci si aggrappi davvero a tutto. E’ la sconfitta dei rimpianti, della rabbia crescente, perché il Cagliari visto contro la Roma avrebbe fatto molti più punti contro le due veronesi, il Sassuolo, il Bologna, giocando per davvero le partite della salvezza. Oggi sarebbe in ciabatte a godersi il finale di stagione degli altri, invece annaspa.

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La fiducia, il necessario ostentato ottimismo deve essere mantenuto, perché, se si smette di crederci, quelle poche chance diventerebbero polvere definitiva. Rimane un gruppo che ha tirato fuori gli artigli solo quando ha capito di essere nei guai, quasi spacciato, poiché prima era impegnato a gozzovigliare pensando che i problemi non albergassero ad Asseminello. Dovevano reagire prima, giocatori, tecnici e società, ma ci si è mossi a babbo morto. Ora si può solo sperare di essere ancora in tempo, ma la pochezza generale dei protagonisti (dentro e fuori campo) di quest’annata rimarrà tale anche in caso di miracolo.

Fabio Frongia



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