Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro

Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro

Tempo di assemblea in Lega Pro e parole importanti da parte del presidente, Gabriele Gravina, sulle molte questioni che sono sul tavolo e lo saranno anche prossimamente.

“L’ordine del giorno era molto chiaro – ha detto Gravina -, dovevamo parlare dei problemi della Lega Pro, della sostenibilità e del percorso innovativo che la Lega deve intraprendere. Noi vorremmo evitare che certe idee, che sono attualmente in atto, venissero calate dall’altro in maniera decisa e senza confronto e per questo abbiamo fatto una serie di riflessioni. La prima è quella delle seconde squadre verso le quali c’è un orientamento positivo da parte dell’assemblea, ma non piace questa accelerazione per la stagione 2018/19 visto che vanno riscritte le regole ed è giusto che entro il 30 giugno si conoscano quelle per la prossima stagione. Inoltre questa introduzione richiede un voto d’organico senza il quale si parla del nulla. – continua il numero uno della Lega – Vogliamo procedere verso una riduzione dei costi, sopratutto del costo del lavoro, per il prossimo triennio confermando la politica degli over, ma abbassando leggermente quella degli under illimitati in lista, che vorremmo portare all’Under21 e poi dal prossimo anno ridurre sia la parte degli over sia eliminando alcuni limiti d’età oltre a rivedere la questione legata alle valorizzazioni dei giovani. Se dalla Lega A non ci saranno passi avanti nei nostri confronti su questo, permettendo di rendere dignitoso il lavoro delle società di C, queste prenderanno i propri provvedimenti”.

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Sulle necessità della Lega Pro: “Il problema delle risorse è fondamentale per la mia Lega. Deve esserci il riconoscimento del lavoro che svolgiamo da parte di chi, da un lato ritiene inutile la Lega Pro, ma dall’altro manda 760 giocatori a formarsi da noi. Questa formazione viene sostenuta a livello di costi dalla Lega Pro, con la Lega A che ci rimborsa 18 mesi dopo. E questo mi pare anacronistico”.

Sempre più positivo il parere sulla formula di playoff e playout: “Non sono preoccupato, ma contento perché la competizione anche in questa stagione è stata decisa all’ultimo con tutte le gare combattute fino all’ultimo secondo. Senza questa norma sui play off credo che le ultime 4-5 partite non si sarebbero giocate, non per sospetti, ma perché da noi c’è questo vezzo di disimpegnarsi se non si ha più nulla da giocarsi. Il campionato è invece stato bellissimo, combattuto e i play off e play out non mi preoccupano. Mi preoccupa qualche esasperazione, ma questa post season sono un altro campionato che permette di allungare la stagione sportiva che altrimenti si sarebbe chiusa ieri e mantenere vivo l’interesse fino a giugno, altrimenti non sapremmo di cosa parlare. Bisogna però evitare certi toni e mantenerli bassi”.

Sulle penalizzazioni e sulle regole per la prossima stagione: “Non deve impressionare il numero dei punti di penalizzazioni. E’ esattamente il doppio perché quest’anno i punti sono stati due anziché uno e quindi se facciamo il conto siamo sotto la media degli anni scorsi. Inoltre bisogna tenere conto che ci sono state alcune situazioni che hanno contaminato tutto il sistema. L’errore che si commette è la tendenza a generalizzare un dato per offuscare il lavoro della Lega. Ci sono società che hanno presentato fidejussioni e garanzie bancarie per il 70% degli emolumenti e questo non accade da nessuna parte, neanche in Serie A. Abbiamo società più che virtuose e altre meno, senza contare quelle che si trascinano dei pesi dal passato. Quest’anno chiederemo maggiori garanzie a tutte le squadre che prenderanno parte alla nostra serie. Non so se arriveremo alle 60 squadre, ma di certo chi si iscriverà dovrà rispettare norme molto stringenti e severe. Se ci sarà vuoto d’organico credo che il Commissario inserirà alcune secondo squadre”.

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Sul commissariamento della FIGC e nuove elezioni: “Io non sono stufo del commissariamento, lo ritengo un atto forzato che non permette la partecipazione democratica per lo sviluppo del calcio italiano. Abbiamo raccolto le firme per la richiesta della convocazione dell’assemblea federale e ci stiamo muovendo in vista delle elezioni con le nostre proposte. Manca ancora un nome da candidare e poi saremo pronti a fare la nostra richiesta. Ho avuto anche il consenso di alcune società di Serie B e ho invitato il presidente Balata che però non è potuto venire per altri impegni, ma è stato informato di tutto. La A non l’abbiamo invitata in quanto commissariata, ma non ho avuto timore a informare Fabbricini della nostra attività perché io non do coltellate alla schiena. Il nostro è solo un modo per accelerare i tempi visto che non condivido la strada che è stata intrapresa con l’allungamento dei tempi del commissariamento, sei mesi andavano bene, ma ora si va verso i 13-14 mesi. Si parlava di un traghettatore e invece ho percepito che non ci fosse la voglia o la volontà di farci votare. Nomi? Non io, né Tommasi, né Sibilia né quelli della vecchia guardia come Abete o Carraro. Nomi di alto profilo come un super manager o un nome istituzionale di altissimo profilo. Questo è quello su cui puntiamo e candideremo un nome importante”.

Si arriverà alle 60 squadre in vista della prossima stagione: “Non lo so. So solo che si arriverà ad un numero di società sane. Anche perchè le nuove regole saranno particolarmente stringenti e severe. Chi arriverà a fare ciò che verrà richiesto, significa che avrà le risorse per poter fare il campionato. Se ci sarà un vuoto d’organico, spetterà al commissario inserire le seconde squadre”.

Ancora sulle seconde squadre in Serie C: “Intanto non ci potranno essere club in sovrannumero, è vietato dalle norme. Poi, come si sa, i ripescaggi non si possono bloccare, forse a Malagò non glielo hanno spiegato bene. Quindi, bisogna attendere che gli organici siano completati: il format della Lega Pro, almeno per ora, è a sessanta squadre. Quindi, se ci sarà un vuoto di organico, ci saranno posti disponibili per le seconde squadre della serie A. Quanti? Impossibile dirlo adesso. Vedremo verso il venti di luglio. Ripeto: il progetto è della mia Lega, ma stava chiuso in un cassetto da 3-4 anni”.

Tante le società di Serie C contrarie al progetto delle seconde squadre. Sarebbe un cambiamento epocale. Verrebbe infatti intaccata in modo sensibile la dinamica dei prestiti e delle valorizzazioni di giocatori di società della Serie A da parte di quelle di Serie C, che non potrebbero più vedersi recapitati molto giovani inseriti invece nelle squadre B. La voglia dei vertici federali, però, è quella di imitare il modello delle principali leghe europee. Ma si prevedono schermaglie calde.

 

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