Il sindaco di Sassari Sanna con la dirigenza della nuova Torres ad inizio stagione (foto: Ufficio Stampa Torres)

Il sindaco di Sassari Sanna con la dirigenza della nuova Torres ad inizio stagione (foto: Ufficio Stampa Torres)

C’è una figura, nella festa torresina, che è rimasta in disparte come in tutti questi mesi. Gianfranco Satta, direttore generale e deus ex machina dell’inizio di un’avventura con i natali a Tergu (cittadina di cui Satta è sindaco), ha seguito come sempre da vicino le gesta della Torres di Salvatore Sechi (presidente) e Pino Tortora (allenatore). Dirigente e socio defilatosi (e defilato) anche se la forma lo vuole sempre pienamente nell’organigramma rossoblù assieme, tra gli altri, a Sechi (e fratelli) e Carboni, Satta non ha potuto non commentare l’epilogo di domenica scorsa, con la vittoria del playoff regionale di Eccellenza da parte di Tore Pinna e compagni.

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Satta ha ricordato le parole di Tortora (“Serie D sicura”) e quelle di Sechi, più guardingo nell’aspettare l’esito degli spareggi nazionali e poi della solita estate di passione del calcio italiano. Ha, però, rivendicato soprattutto come la Torres oggi sia lì grazie al suo Tergu, e come i mesi passati siano stati di grande difficoltà tra errori, riparazioni e dissidi interni. “Grazie alla matricola “943057” appartenente al “Tergu Plubium”, è stato possibile iscriversi a questo campionato di Eccellenza – ricorda Satta su Facebook – , dando alla Torres una reale e concreta possibilità di rinascita. Il successo di ieri, l’accensione delle candeline celebrative dei 115 anni di storia, la possibilità di sognare ancora in grande in rossoblù sono stati possibili grazie a questo”.

Il progetto Torres-Tergu, insomma, è – secondo Satta – “un’idea di valorizzazione sportiva che andasse oltre i confini amministrativi, che puntasse verso un modello di promozione sportiva territoriale, di diffusione di valori e di ideali, di nuovi e ambiziosi traguardi sportivi. Un sistema aperto che consentisse a chi ne avesse le capacità e le possibilità, di poter partecipare a questo processo di rifondazione orientato ad una crescita costante andando oltre gli interessi e le posizioni individuali e di parte. Insomma puntare a creare, dopo tante delusioni inferte agli appassionati per colpa di cattive gestioni, un’organizzazione sostenibile nel tempo che consentisse di regalare gioie e soddisfazioni ai propri tifosi. E’ con questi principi che ho sposato il progetto. E’ con questi convincimenti che ho contribuito a costruire la rosa di calciatori a cui oggi viene finalmente dato il giusto tributo. E’ con questi obiettivi che ho operato all’interno della dirigenza”.

Senza lesinare sul “plauso ai giocatori e a tutti coloro che hanno collaborato in varie forme, senza secondi fini, con il solo interesse di riportare la Torres nella dimensione che merita”, Satta ha però voluto ricordare come “nonostante il sottoscritto sia stato volutamente messo da parte durante l’anno, non si può cancellare il ruolo di un paese e di un territorio che, amandone profondamente i suoi colori, ha voluto contribuire con estremo altruismo alla salvezza della Torres e della sua storia. Questa visione e queste idee vorrei che entrassero definitivamente nel futuro di questa società. Una società che ha bisogno di nuova linfa e di un’organizzazione all’altezza delle sfide future”.

Quindi l’annuncio: “Nei prossimi giorni chiederò a due soci da me espressi di dimettersi per dare spazio a nuove forze. La Torres merita importanti palcoscenici e, per ambire a ciò e scongiurare i vecchi scivoloni gestionali, non può prescindere dal proseguire nella direzione intrapresa all’atto della sua rinascita”.

La vicenda è dunque sempre calda, mentre ci si gode ancora la lunga scia di gioia iniziata alla “Piramide” domenica scorsa alle 18. “Abbiamo buone chance di andare in Serie D – dice Salvatore Sechi – Ancora non è sicuro, ci giocheremo al massimo i playoff nazionali. Sono orgoglioso di essere presidente di una realtà tanto unita tra la squadra e la tifoseria organizzata. Questa vittoria sia un punto di partenza, non ripetiamo gli errori del passato, meritiamo altri palcoscenici e Sassari ha voglia, bisogno di calcio vero”.

“La Torres vuole ritornare in alto – dice Tortora, definito “persona speciale” da Sechi – Un grande merito va al nostro fantastico pubblico, la loro spinta è stata decisiva. Non ho inventato niente, volevo una squadra coriacea, servivano determinati giocatori con i quali abbiamo corretto il tiro. Penso che saremo in Serie D l’anno prossimo, vogliamo confrontarci a livello nazionale già dai prossimi playoff. Tore Pinna? E’ la nostra anima, un tifoso in campo che ha dato un enorme contributo”, afferma a Diario Sportivo. 

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