Un'esultanza del Cagliari alla Sardegna Arena (foto: Zuddas)

Un’esultanza del Cagliari alla Sardegna Arena (foto: Zuddas)

Pazzia, grinta, fame. Parole che Diego Lopez e il mondo Cagliari spendono da tempo, per dare e darsi fiducia in un momento molto critico. La gara contro la Fiorentina è tostissima, per la forza e le motivazioni dell’avversario e la pressione che attanaglia i rossoblù, e allora chissà come i sardi decideranno di giocarsela.

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Contro la Roma, finalmente, si è vista un’evoluzione dal dogmatico 3-5-2 ammirato nella gestione lopeziana. Un 4-4-2 quasi necessario per vestire diversamente un Cagliari piatto, ferito, senza armi. Ne è venuto fuori uno spartito fatto di aggressività, compattezza, aiuto reciproco, utile al cospetto di un avversario più forte e in una situazione dove non c’era nulla da perdere.



La sfida contro la Fiorentina sarà verosimilmente differente da quella contro i giallorossi. Toscani a fare la partita, isolani a difendersi e ripartire, con poche occasioni anche per via della scarsa qualità in organico. Lopez ha detto che probabilmente tornerà al 3-5-2, per via delle alternative presenti in difesa, ma è possibile che stia facendo pretattica. Prima della Roma avevamo indovinato l’intenzione di sistemare il Cagliari con il modulo più semplice da applicare, inserendo Deiola a destra. E’ possibile quindi che Lopez – il quale non ha voluto dare alla stampa i soliti tre titolari – confermi in blocco l’undici di partenza. Una novità, se starà bene, potrebbe essere Miangue come esterno alto di ruolo, protetto da Lykogiannis, sacrificando uno tra Padoin e Ionita.

Come detto, il match del “Franchi” potrebbe essere diverso. Occhio quindi a Deiola, che ha raccolto tanti consensi per una prova coriacea dopo mesi di buio e tendenziali disastri. In trasferta e in un contesto ben diverso da quello di Cagliari-Roma (in casa e con la necessità di correre a mille all’ora davanti alla propria gente), il sangavinese potrebbe avere molta più difficoltà. E’ prevedibile un Cagliari catenacciaro, e allora ripartire con molto spazio da coprire non sarà semplice.



Un 4-4-2 classico, con Pisacane terzino destro e Faragò alzato rispetto alla sfida con la Roma potrebbe quindi funzionare meglio, sperando che Miangue sia recuperato e possa dare un altro reale sbocco a sinistra, lasciando Padoin in panchina e Ionita-Barella come forieri di fosforo in mezzo. Davanti, con Pavoletti, irrinunciabile il dinamismo e la pazzia di Farias sciagurato Egidio, sperando ripercorra le magie della sfida del 2015 aggiustando la mira. Tre anni fa fu retrocessione, stavolta bisogna cambiare epilogo.

Fabio Frongia

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