Diego Lopez, allenatore del Cagliari

Diego Lopez, allenatore del Cagliari

Non si può sbagliare, occorre fare punti (almeno uno ma meglio tre) per provare ad approfittare di eventuali passi falsi altrui. Il Cagliari è con le spalle al muro, appeso alla Serie A con un filo sempre più labile, virtualmente retrocesso ed atteso da due partite molto complicate. Si parte da Firenze (domenica alle 15), si chiude con l’Atalanta (il 20 alle 18), occhi ed orecchie agli altri campi, quelli dove giocheranno Spal, Chievo, Crotone ed Udinese. Almeno una bisogna superarla.



Diego Lopez ostenta la solita “garra”, rinfrancato come il gruppo dall’orgogliosa ma sfortunata prova offerta contro la Roma. Il destino non è più solo nelle mani rossoblù, una situazione disastrosa frutto dei tanti errori commessi da luglio in avanti. Ormai è tempo di pensare al miracolo, sapendo che serve l’aiuto di diverse componenti.

Potrebbe giocare Joao Pedro, disponibile fino al 16 maggio perché la sospensione cautelare è terminata, ma il tecnico uruguayano non scopre le carte. Chissà se sarà pretattica sulla formazione quella dell’annunciato ritorno al 3-5-2, in nome delle “maggiori alternative in difesa, avendo recuperato Romagna e Pisacane”. Il 4-4-2 lineare, da battaglia, senza Cigarini (ancora squalificato), contro la Roma è piaciuto. “La Fiorentina imposta con tre difensori, si difende con un 4-4-1-1 – afferma Lopez alla vigilia – E’ una partita con le squadre che hanno due obiettivi importanti, crediamo alla salvezza, bisogna essere ottimisti e pensare che ci salveremo”.

La battaglia di domenica scorsa ha restituito il Cagliari che andava visto in passato, in sfide salvezza più alla portata, ma non è bastato. “Tutte le punte stanno bene – assicura Lopez – Bisogna migliorare sotto porta, rimanere in partita e cercare di far male all’avversario quando ne avremo l’opportunità”. El Jefe ci crede, almeno a parole, e la presenza massiccia di tifosi in arrivo dalla Sardegna e dal resto d’Italia aiuterà. “Bisogna essere pazzi, le motivazioni forti contano, siamo in debito con la nostra gente, dobbiamo dare e fare i fatti”, conclude Lopez che non dà i soliti tre nomi dei titolari perché “non voglio dare vantaggi all’avversario”.



In casa Fiorentina l’unico dubbio di formazione sembra persistere sulla trequarti, dove Eysseric starebbe scalzando Saponara per affiancare Simeone e Chiesa. Il francese è reduce dal gol di Marassi e sta bene fisicamente, Pioli lo ha provato da titolare nelle ultime sedute di allenamento. Per il resto tutto deciso: davanti a Sportiello ci saranno Laurini, Milenkovic, Pezzella e Biraghi. Benassi, Badelj e Veretout agiranno a centrocampo. Chiesa e Simeone saranno le punte. L’unico dubbio è il trequartista, in ballo Saponara e Veretout.

I NUMERI – Quarta sfida per Lopez contro la Fiorentina, ha all’attivo la sconfitta dell’andata (1-0 gol Babacar nel finale), la vittoria del 2013-2014 al ritorno (1-0 gol di Pinilla su rigore), l’1-1 dell’andata 2013-2014 con gol di Pinilla allo scadere dopo il vantaggio di Borja Valero. Terza sfida tra Lopez e Pioli, l’uruguayano ha perso all’andata e nel 2013-2014 contro il Bologna (0-3 in casa). Sfida numero 15 per Pioli contro il Cagliari, con il mister parmense che vince da 6 partite consecutive. Il ruolino parla di 8 vittorie, 3 sconfitte e 3 pareggi.

I CONVOCATI DI LOPEZ: Rafael, Andreolli, Dessena, Cossu, Giannetti, Joao Pedro, Miangue, Faragò, Farias, Barella, Pisacane, Padoin, Ionita, Lykogiannis, Ceppitelli, Sau, Crosta, Deiola, Cragno, Pavoletti, Han Kwang-Song, Caligara, Romagna

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