Walter Zenga

Walter Zenga

A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Lo ammettiamo: tutto avremmo pensato nella vita, tranne che vedere Walter Zenga in modalità Giulio Andreotti. Se non altro, per la lucida capacità di analisi di quest’ultimo, contrapposta alla proverbiale irruenza dell’ex portiere di Inter e Nazionale. Ma se il Divo Giulio legò questo suo acume ad una pluridecennale carriera politica, l’Uomo Ragno ha spiegato nel post di Crotone-Lazio perché la sua carriera in panchina fatichi a prendere slancio. Una volontà di uscire dagli schemi – più in apparenza che in sostanza – non accompagnata dai risultati, che fece tremare i tifosi rossoblù quando fu accostato alla panchina del Cagliari.



Intendiamoci: non siamo i difensori d’ufficio del Cagliari, sulla cui vittoria è stata gettata qualche ombra. Ma se proprio vogliamo mettere i puntini sulle I, allora mettiamoli tutti. Cagliari, Chievo e Udinese hanno ottenuto tre fondamentali successi in ottica salvezza. Vittorie che hanno fatto scattare l’ex portiere: “Stranamente alla fine iniziano tutte a vincere…”, le sue dichiarazioni dopo il pareggio interno contro i biancocelesti. Quantomeno è stato velato e non irruento.

Partiamo da un presupposto: al signor Zenga Walter da Milano interessa relativamente del corretto svolgimento del campionato. E il “relativamente” è dovuto all’incipit democristiano. Vuole solo (legittimamente) portare acqua al suo mulino. Lo fa mettendo in pratica – in maniera discutibile – uno dei mantra di quel Josè Mourinho che lui considera una sorta di santone: “Puntare i fari sugli avversari per distoglierli dalle difficoltà della mia squadra”. Ma se con questa moneta il tecnico di Setubal ha ottenuto più di un successo, Zenga deve ancora imparare ad usarla, se proprio deve. Già, perché le accuse sorrette da basi franabili rischiano di cadere nel vuoto: se il portoghese analizza a freddo, esprimendo dati o opinioni (talvolta discutibili), il tecnico del Crotone in queste occasioni fa parlare la pancia. Con risultati evidenti.

Alcune avversarie hanno iniziato a macinare punti sul fil di lana esattamente come il suo Crotone che, 15 giorni fa, demoliva un Sassuolo in pantofole (3-0 al 31′). No, quel giorno Pep Guardiola non sedeva sulla panchina dell’Ezio Scida, al netto dell’autostima di Walterone. Quello stesso Walterone che guidava la sua squadra a resuscitare un Chievo agonizzante: si, perché nella sua accurata analisi si è probabilmente scordato che il Chievo ha riniziato a vincere in maniera “sorprendente” grazie agli stessi calabresi.



Ha riscoperto il gusto della vittoria anche l’Udinese, in un Bentegodi ormai terra di conquista. Non un’impresa epica, come dimostra il successo del Crotone stesso per 0-3. No, anche in quella occasione Stoian e compagni non erano guidati da un tecnico catalano: sfidavano semplicemente un avversario allo sbando.  Ci appigliamo, allora, al successo del Cagliari? Sorprendente, vero. Come un Fiorentina-Hellas 1-4 o Fiorentina-Spal 0-0, risultati che non andarono a smuovere la tranquillità crotonese. Dimostrazione ulteriore di come, in casa Zenga, si senta l’odore di marcio solo quando si rischia di affondare.

Come andrà a finire questa intrigante volata-salvezza? Non lo sappiamo. E francamente non vogliamo ancora saperlo: questa attesa febbrile per gli ultimi 90′ renderà l’epilogo ancor più entusiasmante. Una cosa è certa, se Zenga ambisce ad una carriera politica è il caso che riveda le sue capacità analitiche. Ma forse, risultati alla mano, è il caso che le riveda anche per spolverare la sua carriera da allenatore.



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