Un momento di gioia dei rossoblù in questa stagione

Un momento di gioia dei rossoblù in questa stagione

Il colpo di Firenze ha ridato serenità al mondo Cagliari, togliendo da ogni componente la tensione e la paura che montavano a due sole giornate dalla fine. Il destino è tornato nelle mani rossoblù, ma il pericolo è quello di pensare che il peggio sia passato e che contro l’Atalanta vada in scena una facile festa. Per la quale le reazioni post-Fiorentina (tra stadio, social ed aeroporto) sarebbero solo un antipasto.



E invece c’è da temere un’Atalanta che anche contro il Milan – e domenica non avrà tre difensori titolari – ha dimostrato di giocarsela ed essere molto tonica. Il valore degli orobici non si discute, non a caso sono la squadra più divertente, efficace e qualitativa assieme al Napoli. Proprio quegli Azzurri che domenica potrebbero dare una grossa mano al Cagliari battendo il Crotone, rendendo ininfluente la partita della Sardegna Arena. Difficile, invece, che Spal, Chievo e Udinese sbaglino in casa contro Sampdoria, Benevento e Bologna.

Il Cagliari visto al “Franchi” ha messo in campo la compattezza che per mesi aveva perduto, dopo i primi promettenti vagiti con Diego Lopez. Il quale, forse ben consigliato, ha capito che si poteva tornare alla difesa a quattro sempre testardamente respinta in campo come in conferenza stampa. Sin troppo facile evidenziare come l’atteggiamento delle ultime due uscite avrebbe garantito una salvezza ben più rilassata, ma ormai conta poco e sarà materiale d’archivio per analisi ex post. Il 4-4-2 col rombo ha rinfrescato una squadra morta e quasi sepolta. E pazienza se qualcuno non crederà alla genuinità della partita contro i viola, in nome di complottismo non campato per aria ma nemmeno corroborato da prove. Insomma, la verità non la sapremo mai quindi meglio non pensarci troppo.

La riscossa ha portato il nome di Deiola contro la Roma e di Padoin contro la Fiorentina, autentici motorini perpetui in grado di trascinare gli altri. Farias croce (gli errori sotto porta) e delizia (brillantezza e genio in zona ultimo passaggio), Pavoletti costante nel ruolo di gladiatore, e i vari tasselli di un plotone che non poteva accettare la retrocessione senza lottare. La battaglia di Firenze, però, non sarà stata l’ultima. Sarà bene capirlo tutti per non avere brutte sorprese domenica sera.

Fabio Frongia



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