Il Lanusei impegnato in questa stagione di Serie D (foto: Alessandro Sanna)

Il Lanusei impegnato in questa stagione di Serie D (foto: Alessandro Sanna)

Marcia di avvicinamento calda alla sfida con la Nuorese per il Lanusei, che domenica alle 16.30 giocherà in casa il playout del girone G di Serie D (i barbaricini devono vincere entro i 120′ per non retrocedere). Ad esplodere, nello scorso weekend, è stato il caso legato alla giovane promessa ivoriana Herman Kovadio, “fratello” di quel Christ Kouadio che un anno fa proprio da Lanusei spiccava il volo per Cagliari.

I FATTI – Secondo quanto trapela dagli spifferi del “Lixius” e dalle dichiarazioni di alcuni diretti (o indiretti) interessati, alla base di tutto ci sarebbe un duro attacco di mister Archimede Graziani a Kovadio, con insulti di stampo pesantemente razzista. Uno strappo dovuto, pare, a dinamiche di calciomercato. Da qui lo scoppio della bomba, i confronti interni ed esterni anche nelle vie cittadine e nelle Amministrazioni locali che, correttamente, stanno attenzionando la questione.



LE POSIZIONI – Chi formalmente rappresenta il giovane Kovadio, non ha dubbi. “Herman ha riferito, a me ed alle altre persone a lui vicine, nonché ieri al Presidente Arras, di essersi sentito offeso dall’insulto dell’allenatore che, sebbene possa essere stato fatto in astratta buona fede, per come riferitoci aveva indubbiamente dei risvolti di stampo razziale – dice l’avvocato Filippo Pirisi -. È infatti importante dare segnali di distensione e di lotta al razzismo sin dai livelli minori, non solo ai piani alti come già fanno UEFA e FIFA. Allo stesso tempo, però, il ragazzo, con grande maturità, dopo un primo scoramento, ha ricondotto l’accaduto alle dinamiche interne dello spogliatoio e ad un momento di particolare nervosisimo dell’allenatore, esprimendo la sua convinta intenzione di concentrarsi solo sul campo e sul prossimo futuro dimenticando questa, seppur fastidiosa, circostanza. Nessun “caso da montare” quindi nè tantomeno strumentalizzazione, ma la ferma consapevolezza, peraltro condivisa ieri con il Presidente Arras ed il Direttore Asoni, di voler approfondire l’accaduto e, se ve ne dovesse essere l’esigenza, di provvedere come si riterrà opportuno nel rispetto, in primis, della dignità umana del ragazzo e della realtà di Lanusei, ben distante da certi atteggiamenti che non le appartengono”.

La società ogliastrina ha affidato al presidente Daniele Arras la sua posizione, ribadita poi con un comunicato stampa, mentre Archimede Graziani afferma di “non sapere di cosa si stia parlando”. “Il ragazzo ci ha riferito che non è accaduto nulla di cui dovessimo preoccuparci – dice a L’Unione Sarda il numero uno del club biancorossoverde – Sarei stato il primo a prendere provvedimenti in caso di conferma della versione sull’insulto razzista”. Nel comunicato, il Lanusei ribadisce che vuole “a seguito di verifiche interne con i propri tesserati, presumibilmente coinvolti in fatti della massima gravità, non risultano essere accaduti episodi o circostanze dai contenuti o atteggiamenti di stampo razzista. Tali inaccettabili eventi non sono mai stati di casa in una realtà come la nostra che notoriamente si distingue per una nota e profiqua attività di integrazione che coinvolge tanto la prima squadra che il settore giovanile. Se mai dovessimo apprendere di eventi di tale gravità saremmo i primi a stigmatizzarli e sanzionarli anche per tutelare la cultura e i valori che ci contraddistinguono. Spiace vedere come tali argomenti siano spesso strumentalizzati per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica giustamente sensibile e infangare liberamente un’organizzazione fatta di persone e professionisti che si impegnano per meri fini di benessere sociale. Non accettiamo moralismi da chicchessia, la nostra onestà è una corazza che protegge una splendida realtà chiamata ASD Lanusei Calcio”.

Fabio Frongia



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