Joao Pedro

Joao Pedro

Un (parziale) sospiro di sollievo. Così Joao Pedro ha accolto i sei mesi di squalifica, che lo terranno fuori dai campi fino al prossimo settembre: Ho vissuto dei momenti difficili – ha commentato il brasiliano – anche complicati da spiegare. Eravamo sicuri dell’innocenza, poi oggi è stato particolare: con i legali avevamo lavorato per l’assoluzione, perché siamo convinti della mia innocenza. Almeno però hanno capito che non c’è stata malafede da parte mia”.



Sono stato squalificato per i miei comportamenti con la Fiorentina – ha proseguito Joao Pedro – quattro giornate, ma sapevo che fosse giusto. Dopo il deferimento era la parte umana quella che mi interessava, anche più della carriera. Quattro anni di squalifica – come richiesto dalla Procura -, quando sei ventiseienne, ti rendono difficile tornare a buon livello. Per me questa sarà come una rinascita: d’ora in avanti vedrò le cose in maniera diversa. Qui c’era anche il Presidente, con lui ho un rapporto molto bello. Mi è stato vicino ed è voluto venire qui perché mi conosce come persona. Ora non posso rischiare più. La sfida con l’Atalanta? Mi sarebbe piaciuto esserci, ma purtroppo non potrò. Sono sicuro che i ragazzi si faranno valere”.



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