Luca Cigarini

Luca Cigarini

Cigarini si, Cigarini no. Diego Lopez sfoglia la margherita in questa snervante marcia di avvicinamento che ci porterà a Cagliari-Atalanta. Riaffidare le chiavi rossoblù al regista emiliano o confermare il blocco che ha rilanciato le quotazioni in ottica salvezza?

Beffardo il destino. Atteso come il salvatore della patria nei due mesi di assenza (coincisi col crollo verticale del Cagliari) e indicato come l’unica medicina per risolvere la carenza di gioco e risultati, la squadra di Lopez ha ringhiato quando si è (ri)trovata senza il geometra del suo centrocampo. L’espulsione rimediata contro la Sampdoria da Cigarini aveva i connotati dell’ennesimo segno avverso – anch’io l’avevo letta in questo modo, lo confesso -, ha rappresentato invece una sorprendente molla d’orgoglio.



Con le spalle al muro, Lopez è stato quasi costretto, a pochi giorni dalla sfida contro la Roma, a disegnare un centrocampo impronosticabile fino a pochi giorni prima. Con Barella nel ruolo di frangiflutti – ideale per la sua facilità di corsa e una lucidità a fasi alterne – e Ionita nelle vesti di ibrido trequartista, deputato a schermare il primo regista avversario. Mossa, quest’ultima, con la quale Lopez ha fatto dama, anestetizzando sia De Rossi che Badelj.

Il destino, adesso, beffardo e rompiscatole, bussa ancora alla porta rossoblù: Lopez farà rientrare Cigarini, che ha scontato la squalifica, o si riaffiderà al plotone che tanti segnali positivi ha lasciato in eredità in questo maggio piovoso?

Stefano Sulis



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