Ora Lopez saluti, ringrazi e chieda scusa – SardegnaSport


Diego Lopez (foto: Zuddas - Agenzia Fotocronache)

Diego Lopez (foto: Zuddas – Agenzia Fotocronache)

Serata di baldoria, rivendicazioni, sorrisi che sanno di sospiro di sollievo, cori, abbracci e sguardi all’indietro con la leggerezza di chi l’ha scampata per davvero. Il riassunto del post-salvezza del Cagliari è questo, tutti ne sono ben coscienti anche se c’è chi può fregarsene bellamente in nome del divertimento. Fa tutto parte del gioco, poi tra qualche giorno – magari già mercoledì al Trofeo Sardegna con possibili annunci sinonimo di svolta – bisognerà programmare un futuro che dovrà essere necessariamente forte di una certa consapevolezza. Quella che così non si può andare avanti, che occorre imparare dai molti errori frutto di negligenza e supponenza, per fare davvero calcio in modo serio, piacevole, duraturo. Chissà che chiudere proprio davanti al modello Atalanta non abbia aiutato…



Non si potrà (e non si dovrà) ripartire da Diego Lopez, fugando ogni dubbio su quello che per la tifoseria è di fatto un incubo unanime. L’uruguaiano potrà arricchire il curriculum con una salvezza e non con l’ennesimo esonero. Tommaso Giulini (molto tirato nel post-partita contro l’Atalanta) gli ha concesso l’onore delle armi. Il popolo che lo aveva amato da calciatore ha perso molta della stima per la fu bandiera, non del tutto ammainata solo grazie all’ultimo sussulto d’orgoglio e alla permanenza in Serie A. Lopez – scelta di ottobre che fu didascalia della scarsa ambizione e della necessità di risparmiare – ha avuto la grande occasione. L’ha di fatto sciupata, facendo scorrere – in buona compagnia col resto della ciurma – brividi tra i peggiori nella storia rossoblù.

La curiosità sul nuovo allenatore anima l’inizio di un’estate che meteorologicamente si fa attendere. La scelta del nocchiero sarà il primo tassello dell’era Marcello Carli, vera e propria speranza rossoblù. Si è presentato bene, con quella sfuriata post-Sampdoria quando le cose erano precipitate, riacciuffate poi per i capelli. Bisogna rifondare, tagliare i molti rami secchi dentro e fuori dal campo, a livello tecnico e dirigenziale, e puntare davvero sulla competenza. Sarà bene delineare presto i tratti salienti di un progetto tecnico degno di questo nome, affidandosi in toto a Carli (o chi per lui) e intraprendendo la strada senza scossoni umorali che hanno prodotto quattro anni di barcollamento. Il nuovo Cagliari, quello risvegliatosi da un brutto sogno costruito con le sue mani, saprà farlo?

Fabio Frongia



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