Beppe Saronni, boss della UAE Emirates

Beppe Saronni, boss della UAE Emirates

Per Fabio Aru, il team UAE, il patron Beppe Saronni, è il tempo dei processi. Forti, non rimandabili, dolorosi, mai quanto le batoste che il sardo di Villacidro sta incassando al Giro d’Italia 2018. I problemi di salute ormai puntuali e reiterati, la preparazione fisica sbagliata, l’assenza di spiegazioni, che nessuno – dal corridore ai dirigenti passando per lo staff di preparatori – sa fornire. Nella mattinata del giorno di riposo Aru tuona: “Non è il momento di mollare, vado avanti”.

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“Non ero Fabio Aru, non so perché”, il succo delle parole del classe ’90 dopo lo schiaffo dello Zoncolan, un ritornello simile a quelli ascoltati in precedenza. Poi Sappada, la durissima ascesa con nervosismo (addirittura una telecamera mandata a quel paese) e il piede poggiato a terra per ritirarsi, prima di tirare dritto e arrivare al traguardo con mezzora di ritardo. Aru ha chiesto comprensione e rispetto per il suo dramma umano, sportivo, psicologico, però le analisi sono lì pronte ad essere snocciolate.

“Bisogna analizzare con calma la situazione – diceva Saronni a Sappada dopo la tappa del crollo definitivo – Non è facile spiegare il dramma sportivo di Fabio, dispiace vederlo soffrire così, se rimarrà al Giro o meno dipenderà da lui (alla fine va avanti, ndr), è chiaro che il dispiacere per sé e i tifosi è forte, teneva molto alla tappa dello Zoncolan e non essere stato all’altezza lì lo ha scaricato completamente”, affermava come riportato dalla Gazzetta dello Sport.

Saronni definisce Aru “un corridore maturo, che sa quel che vuole, qualora se la sentisse dovrebbe provare a vincere una tappa e noi come squadra lo sosterremo”. In discussione la posizione di Paolo Tiralongo, ex compagno e fidato amico di Aru: “Di certo – dice Saronni – c’è che Fabio non ha mai trovato la condizione al Giro e nelle corse precedenti, noi lo abbiamo accontentato in tutto per quanto riguarda le sue abitudini in sede di preparazione. Vogliamo il bene di Fabio, che è anche il nostro bene, un eventuale cambio di programmi stagionali dipende da lui, non butteremo Aru a mare, è un valore della squadra e faremo di tutto per sostenerlo. Sarà Fabio a dover proporre un eventuale cambio di programma, ad oggi i piani sono per Vuelta e Mondiale, prima di cambiare bisogna pensarci molto bene”.



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