Fabio Aru

Fabio Aru

Il giorno dopo la cronometro Trento-Rovereto, che ha visto Fabio Aru giungere ottavo (sesto sul tracciato e poi penalizzato di 20” per aver sfruttato alcune scie), in casa Team UAE Emirates è tempo di stupore e interrogativi. Il sardo, infatti, dopo i crolli sullo Zoncolan e a Sappada, ha mostrato grande brillantezza correndo una crono in linea con i tempi degli specialisti.

LE PAROLE DI ARU – “Ho deciso di impegnarmi nella crono mezzora prima – dice Aru alla Gazzetta dello Sport -, quando sono sceso dal bus e ho visto un sacco di tifosi per me. Non l’avevo preparata, avevo studiato addirittura il tempo massimo per restare dentro. Ho chiesto a Matxin (l’uomo che guida dall’ammiraglia, ndr) se potessi farla tirata e lui mi ha detto sì, se me la sentivo. Non volevo trarre vantaggio dalle moto, ho ripreso subito Cherel e poi inseguivo Reichenbach”. Perché puntare sulla crono e non risparmiarsi in vista delle prossime salite della terza settimana? “Ho lavorato molto sulla crono, era un test importante e volevo mettermi alla prova”, dice in modo contradditorio. “Avevo bisogno di sfogarmi”, dirà poi chiarendo bene quello che è lo stato d’animo del corridore di Villacidro.



LE PAROLE DEL GM SARONNI – “Prima della partenza – dice alla Gazzetta dello Sport – ha detto che stava bene e voleva impegnarsi un po’. Non gli ho dato molto peso, se se la sentiva… Si vede che voleva liberarsi di qualcosa, se lui mentalmente sentiva di impegnarsi, non so per cosa, ben venga. Spero sia un buon segnale per il futuro”.

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