Tanti pensieri per Marcello Carli (foto: Gianluca Zuddas, Agenzia Fotocronache)

Tanti pensieri per Marcello Carli (foto: Gianluca Zuddas, Agenzia Fotocronache)

Il sipario sulla stagione 2017/18 è calato da appena qualche giorno, ma la musichetta che accompagnerà il valzer del prossimo campionato si sente già in lontananza. Inutile negare l’evidenza: il calcio parlato è la passione estiva degli italiani (tifosi e addetti ai lavori), che cullano ambizioni e scenari futuri in relazione ai nomi, veri o presunti, accostati alla propria squadra.

Non un caso, perciò, se nelle prossime settimane vi sembrerà di essere seduti in spiaggia accanto ad un direttore sportivo, un procuratore o un allenatore. E’ anche il bello di questo sport, capace di riaccendere in un amen la voglia di sognare e cancellare le eventuali delusioni.

Inevitabilmente, questo primo scorcio di (timida) estate vede protagonisti gli allenatori. Il primo tassello che molte squadre dovranno inserire per dare il via ufficialmente alla prossima campagna di rafforzamento. Tra queste squadre figura – a meno di clamorose sorprese – anche il Cagliari. Le possibilità di vedere Diego Lopez ad Asseminello, a partire dal prossimo raduno estivo, sono ridotte all’osso. Non è un mistero. Ecco, pertanto, che la lista dei possibili successori si fa sempre più fitta. Cerchiamo di analizzare i profili emersi in questi giorni (senza intasare ulteriormente la lista).



DE ZERBI – Il suo Benevento, nonostante la retrocessione e i mezzi tecnici limitati, ha espresso un calcio gradevole e convincente. Propositivo, emblema di un gioco ragionato anche al cospetto di avversari più quotati. E’ una scommessa: non scende a compromessi, ragion per cui bisogna sposare in toto la sua filosofia. Bianco o nero.

JURIC – Il suo nome ha preso quota nelle ultime ore. Cresciuto all’ombra di Gasperini, prima come giocatore e poi come tecnico delle giovanili del Genoa. Discepolo del 3-4-3, considera le sue squadre un’espressione della sua passione per il death metal. Protagonista della promozione in A del Crotone, è uscito malconcio dall’ultima stagione genoana, coincisa con l’esonero. In cerca di rilancio.

NICOLA – Colui che ha raccolto l’eredità di Juric a Crotone. “A differenza del mio predecessore che giocava sull’uomo, io gioco sugli spazi”ha affermato in una recente intervista. Chirurgico nel preparare i dettagli, dai dati raccolti alle conferenze stampa. Protagonista, fin qui, di una carriera ondivaga.

GROSSO – Negli occhi dei tifosi italiani è presente, ancora, il ricordo del Grosso-calciatore. Il suo Bari, in questa stagione, non ha mai dato le conferme cercate in ottica promozione. Diventerà un buon allenatore? Ancora presto per dirlo. La sensazione, al momento, è che abbia ancora bisogno di qualche stagione di gavetta prima di confrontarsi con la A.

IACHINI – MARAN – L’usato sicuro. Le loro squadre non saranno mai (o difficilmente) sinonimo di calcio champagne ma, se si esclude qualche raro passaggio a vuoto, hanno sempre condotto le navi in porto. Non faranno sognare, ma assicurano solidità e pragmatismo.

RANIERI – Probabilmente il nome più suggestivo. Tanto romantico quanto improbabile. Una carriera e un profilo che non hanno bisogno di presentazioni, dopo trent’anni alla guida di alcune tra le squadre più blasonate d’Europa. Ripartire da dove tutto cominciò potrebbe essere un rischio per la carriera del tecnico romano, e richiederebbe un esborso tutt’altro che indifferente alla società rossoblù

VENTURA – Lo “spauracchio” svedese segnerà in maniera indelebile il prosieguo della sua carriera (e il resto dei suoi giorni). La memoria dei tifosi è tradizionalmente corta e ha già dimenticato le sue due ultime esperienze alla guida di un club, Bari e Torino, traghettati nelle sue “acque libidinose”. Si dice che le minestre riscaldate non vadano bene, qui saremmo al Ventura III.

DONADONI – Il suo matrimonio con Bologna sembra agli sgoccioli. Rappresenta la sintesi perfetta tra i profili citati in precedenza. I tifosi rossoblù già lo conoscono, la sua esperienza in riva al Golfo degli Angeli fu positiva ma senza particolari sussulti. Figlio della scuola sacchiana e influenzato dagli insegnamenti di Fabio Capello. Ricerca un calcio propositivo senza gli integralismi di De Zerbi.

Stefano Sulis



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