Alessandro Marino, presidente dell'Olbia da fine 2015 (foto: Zuddas)

Alessandro Marino, presidente dell’Olbia da fine 2015 (foto: Zuddas)

Il presidente dell’Olbia, Alessandro Marino, ha parlato in conferenza stampa. Un momento importante anche se per gli annunci bisognerà aspettare qualche giorno. Si parte dal futuro di Bernardo Mereu: “La testa su questa cosa non è ancora stata messa del tutto, dalla settimana prossima ci penseremo, lunedì o martedì comincerò a fare i primi colloqui col mister e i giocatori in scadenza. Non c’è da trattare, ma da parlare, come è ovvio che sia quando c’è un contratto in scadenza. Per alcuni sarà una formalità, per altri ci saranno delle valutazioni”, afferma sui vari Feola, Dametto, Pisano, Geroni. Pisano e Ragatzu restano? “Pisano è ormai un punto di riferimento del progetto, mi stupirei se non rimanesse. Ragatzu resta, col Cagliari abbiamo fatto un accordo fino al 2019 e non possiamo prescindere da lui”. LE PAROLE DI PISANO DOPO IL “TROFEO SARDEGNA” – CLICCA QUI!



C’è ancora rammarico per il mancato approdo ai playoff? “Non era un obiettivo, ci separavano tre punti dalla post-season, non penso che si possa giudicare una stagione in base a tre punti in più o in meno in quella zona della classifica. Ho visto che le squadre che hanno raggiunto i playoff all’ultimo tuffo sono poi uscite. Sicuramente qualcosa non ha funzionato, ma non è il caso di esagerare con il piangersi addosso per non essere andati ai playoff. Era un obiettivo diventato concreto a 7 partite dalla fine, pazienza, scherzando ho detto che è il primo obiettivo che non raggiungo da quando sono presidente”. L’anno prossimo si potrà alzare l’asticella? “E’ normale che quando hai uno zoccolo duro che si mantiene per 2-3 anni come avviene da noi si può puntare a migliorare ulteriormente. Inoltre – aggiunge – l’anno prossimo molti che sino a quest’anno hanno costruite squadre senza poterselo permettere finanziariamente non potranno continuare ad operare in quel modo. Magari si potrebbe aprire un po’ di spazio per realtà come la nostra. Siamo felici per il minutaggio dato ai giovani da valorizzare anche con i contributi della Lega, mi fanno soprattutto piacere i complimenti incassati da allenatori di altre squadre che hanno raccolto meno a livello di risultati”.



Un commento sul discorso seconde squadre. “Noi a differenza delle seconde squadre – o squadre B, un progetto che ancora deve trovare una sua dimensione nonostante questo tentativo frettoloso delle ultime settimane -, siamo qualcosa di diverso. L’idea Cagliari-Olbia sta funzionando perché c’è un progetto comune sui giovani, i due territori vanno d’accordo, sono due realtà distinte e con forte seguito che parlano un linguaggio comune. La strada giusta è quella intrapresa da noi, così come fu fatto in passato da Prato e Inter o Monza e Milan”.

Su giocatori e mister ci dirà di più nei prossimi giorni: invece il DS Carta è confermato? “Si, vi confermo che il Direttore Sportivo sarà Pierluigi Carta. E’ una scelta che abbiamo preso in modo convinto. I nostri accordi sono sempre stati rinnovati annualmente, ma con lui c’è una rapporto consolidato che per quanto mi riguarda parte dalle giovanili del Cagliari e arriva fino a questi tre anni e mezzo olbiesi”.

Un grande campionato, a tratti a ridosso delle corazzate, eppure allo stadio poche presenze. Come mai? “Io ho una carta da giocarmi: i lavori estivi al Bruno Nespoli. Sarà coperta tutta la tribuna e verranno aumentati i servizi. In alcune domeniche di freddo e maltempo nemmeno io sarei andato allo stadio, credo che una grossa parte dei motivi per lo scarso pubblico dipenda dalle scomodità e in tal senso sono fiducioso”.



Nelle precedenti conferenze stampa aveva tirato per la giacca l’imprenditoria locale: qualcosa si muove? “La strategia dell’Olbia dipende dal sostegno degli imprenditori locali. Noi puntiamo sull’autofinanziamento, e finché sarà così, finché l’Olbia non potrà ambire a qualcosa di più della salvezza in Serie C, vorrà dire che gli imprenditori locali non si sono mossi. Per ora si è mosso poco, speriamo che le cose possano migliorare in futuro”.

dagli inviati Fabio Frongia

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