16 novembre 2017, Cagliari, Sardegna Arena, Calcio, Serie A 2017-18, Allenamento con Under 17. Nella foto: Mauro Beretta

Nella foto: Mario Beretta, prossimo responsabile del settore giovanile del Milan (Agenzia Fotocronache)

Il Cagliari Primavera ha raggiunto il suo obiettivo. Pochi fronzoli, la meta è stata varcata, non senza sofferenze ma anche con buoni picchi, soprattutto nel girone d’andata. Chiudere con il roboante 4-1 al Bari, senza la minima macchia nel giudizio, è stato il modo migliore. A Empoli sarà una formalità, grazie alla retrocessione del Novara, anche se vincere metterebbe al riparo da spiacevoli sorprese portate da ripescaggi o esclusioni inerenti la Serie B dei grandi.



Al terzo anno di gestione Beretta e con Canzi in panchina, è quindi il momento dei bilanci. Il futuro vedrà il buon Mario al Milan, ancora come responsabile del settore giovanile, mentre Max attende novità dalla società rossoblù sognando la permanenza in Sardegna. Si cominciò nel 2015, con i clamori della vigilia per l’arrivo dell’ex mister calatosi nel nuovo ruolo, e poi quelli del campo, tra calciatori esplosi (e poi prontamente spentisi) e l’approdo ai playoff. Quindi la difficile annata scorsa e questa, giunta al tramonto, che doveva essere di vittoria senza se e senza ma.

IL LAVORO DI BERETTA – Il primo anno fu tutto un exploit, forse anche inatteso, prodotto però da investimenti, accordi con società sarde e non, apertura dello sguardo al di fuori della Sardegna dopo un lungo periodo di settore giovanile esclusivamente sardo. Perché l’identità va auspicata e sbandierata, ma la competitività va cercata (anche) altrove. Nella scorsa stagione si era puntato su una squadra molto giovane, consci di quanto fosse complicato salvare la militanza nel Primavera 1 post-riforma. Stavolta il Primavera 2 andava azzannato per ritornare su. Così è stato, non sono mancate le paure (eufemismo), ma si può festeggiare. L’operato di Beretta andrà valutato negli anni a venire, capendo così quanti dei classe 2000, ma soprattutto 2001, 2002 (e via a scendere), arriveranno davvero ad essere un patrimonio tecnico ed economico del Cagliari. La base è stata gettata: il milanese ha portato mentalità di alto livello e metodo, in campo e fuori. E ora andrà sostituito, in primis da Carli che guarderà (anche) alla Primavera e poi da Erriu e gli altri personaggi che verranno eventualmente incaricati. La gemma Colombatto, in attesa di capire se l’argentino diventerà mai protagonista nel Cagliari, è certamente il raggio più luminoso del triennio. Nel 2017/2018 si è puntato su un organico più di quantità che di qualità, impegnato com’era in un palcoscenico non certo dall’enorme livello tecnico. Il risultato era quello che contava, obbligatorio, davanti a poche formazioni di alto rango. Le rivali più probanti si sono rivelate tali per via soprattutto della loro mole fisica. Ma il Cagliari ha tenuto botta. Sfangandola spesso.

Max Canzi, allena il Cagliari Primavera dal 2015

Max Canzi, allena il Cagliari Primavera dal 2015

IL LAVORO DI CANZI – Ha cementato un gruppo che anche nelle difficoltà non si è mai disunito, nonostante le pressioni della vittoria a tutti i costi e i risultati che ad un certo punto avevano smesso di arrivare. Meno qualità rispetto al passato, più solidità e pragmatismo, nel suo 4-3-1-2 (o 4-3-3) con le varianti 3-5-2 (o 3-4-1-2) e 4-2-4, indici di duttilità dalla panchina e negli interpreti. Non ha lesinato sul piano delle trovate tecnico-tattiche, vedi Porcheddu esterno o gettando nella mischia il 2001 Boccia (difensore oristanese in rampa di lancio) nella partita decisiva. L’omaggio della Sardegna Arena al “Trofeo Sardegna” è stato la degna conclusione, anche se c’è chi spera non si tratti di epilogo. Soprattutto per il mister.

COSA USCIRA’ DALL’ULTIMA PRIMAVERA? – Complicato prevedere se qualcuno dei ’99 e 2000 visti nella Primavera rossoblù possa fare strada già dalla prossima stagione, quando per molti si tratterà di assaggiare il calcio dei grandi, quello vero, un altro mondo rispetto alle giovanili. Dal 2015 ad oggi c’è chi è sparito e chi, poco quotato, è venuto fuori con personalità tecnica e caratteriale, per il futuro si vedrà. Ricordando come le sorprese, in positivo e in negativo, siano sempre dietro l’angolo. I casi di Pinna e Pennington (oggi protagonisti con merito a Olbia) insegnano tanto.



Tra Olbia e altri prestiti (in Lega Pro o Serie D), dovranno trovare la loro dimensione e la possibilità di emergere i ’99, il cui percorso nelle giovanili è finito, e i 2000 più promettenti (Kouadio e Gagliano su tutti) per i quali un altro anno tra i babies non avrebbe molto senso. Poi, in Primavera, spazio ai più piccoli, evitando di rinunciare del tutto a esperienza e affidabilità. Tornare subito giù sarebbe mortifero per questioni tecniche, economiche e di immagine.

Christ Kouadio e Andrea Porcheddu del Cagliari Primavera (foto: Zuddas, Agenzia Fotocronache)

Christ Kouadio e Andrea Porcheddu del Cagliari Primavera (foto: Zuddas, Agenzia Fotocronache)

L’ultima Primavera non ha certo fornito lampi scintillanti sui quali scommettere a occhi chiusi. Antonini Lui (difensore centrale, ’98), capitano dal grande potenziale fisico ma con poco ritmo, è di non semplice collocazione. Detto di Kouadio (laterale destro, 2000), pendolino a tutta fascia che sa fare molte cose e tanti margini ancora possiede, per il resto la difesa ha sempre faticato. Qui il migliore è stato il generoso e duttile Cadili (centrale ’99), che dovrà mettere su un po’ di muscoli per tenere botta, ma – vedi il coetaneo Mastino (positivo in prestito al Real Forte Querceta) – potrebbe venire fuori alla distanza. Il quotato Pitzalis (laterale sinistro, 2000) ha alternato buoni spunti a pause clamorose, venendo lasciato fuori nella sfida col Bari. Proprio come Tetteh (’99, un altro titolare) involuto e negativo per tutto l’anno, probabilmente già a fine corsa dopo gli squilli di tromba dell’estate 2016. Importante il semestre cagliaritano di Marongiu (’99), sul quale un corposo lavoro è stato fatto ad Olbia (tra Berretti e prima squadra) per poi testarlo con buoni risultati nella regia di Canzi per la seconda parte della stagione. I furetti del ’99 Porcheddu (tra i più affidabili nel complesso, sia da mezzala che più avanti o addirittura da fluidificante), Mastromarino e Colarieti (in calando e sempre meno coinvolti col passare del tempo) pagheranno (o pagherebbero) uno scotto non da poco nei professionisti, e si vedrà se avranno almeno una chance. Ladinetti (2000), mezzala tecnica che tanto deve crescere sul piano della personalità e rapidità, è uno dei più giovani che potrà essere (con Fini junior, 2000) il leader della prossima Primavera. Un po’ come il portiere Daga (2000, complessivamente positivo e già azzurro Under 18), che però potrebbe essere subito lanciato da qualche parte tra i “pro” o magari in prima squadra come Crosta un anno prima. Da valutare le prospettive del 2000 Lombardi, andato in crescendo e chiamato ad esplodere sfruttando tutto il suo potenziale fisico e tecnico, lui pennellone del centrocampo con funzioni di raccordo a ridosso delle punte. Davanti, la stella Gagliano (2000) è in punta di sparo, mentre R. Doratiotto (’99) è stato la sorpresa e ora potrà meritarsi un’occasione che un anno fa in pochi gli avrebbero prospettato. E poi Camba, classe ’99, uomo d’area dall’enorme serietà ed efficacia, al quale Canzi difficilmente ha rinunciato almeno a partita in corso, ma che è diventato rincalzo guadagnandosi la copertina solo a fasi alterne.

Il domani è adesso. Qualcuno lo vivrà in rossoblù, altri potranno giocarsi le proprie speranze e ambizioni altrove ricordando quanto imparato ad Asseminello.

Fabio Frongia



Altre notizie relative

Pagelle: il miglior Cagliari tra conferme e sorprese I nostri voti e giudizi al Cagliari Primavera dopo il colpo di Firenze
Verde-gol, il Cagliari sbanca Firenze Il racconto minuto per minuto e il tabellino di Fiorentina-Cagliari (Primavera 1)
Pagelle: Porru, che gol! Contini non tradisce I nostri giudizi dopo il 2-2 tra Cagliari e Sassuolo

...e tu cosa ne pensi?

300