Vincenzo Esposito, ha allenato anche Caserta

Vincenzo Esposito, ha allenato anche Caserta

Prime parole in conferenza stampa, dopo l’intervista a Dinamo TV, per il nuovo coach della Dinamo Sassari, Vincenzo Esposito. Affiancato dal presidente Stefano Sardara, l’ex allenatore di Pistoia e Caserta ha risposto alle domande dei cronisti presenti: “Sono una persona a cui piace fare parlare il campo: per cui fatti e non parole, sarà una delle chiavi che tenterò di far capire anche ai giocatori. Sono onorato di avere questa responsabilità, ma non sento pressioni, sono in parte abituato sin da quando giocavo. Darò tutto per questa società, sarà mia premura farlo capire anche ai giocatori che dovranno dare il 110% per questa maglia e per la Terra che rappresentiamo.  Obiettivi? Inutile parlare di Scudetto o salvezza, noi vorremo vincere più partite possibili e mettere insieme il miglior roster. Certamente vogliamo confermarci tra le squadre più importanti d’Italia, non vogliamo pressioni in partenza. Soltanto col lavoro e la pazienza potremmo lottare per qualcosa di importante, poi vedremo dove si potrà arrivare. Le idee sono molto chiare da parte mia e del presidente, settimana dopo settimana cercheremo di mettere insieme la miglior squadra con la quale lavorare”.



“Sono arrivato purtroppo in ritardo di una decina di giorni nonostante i contatti con Sardara e Pasquini fossero datati – prosegue l’ex giocatore dei Tornto Raptors- voglio conoscere faccia a faccia i giocatori, non penso che serva il lavoro al telefono. Le mie idee sono già chiare, alcuni sono andati via perché è fisiologico tornare a casa dopo tanti mesi fuori, ma non perché non mi interessino o li ritenga scarsi. Ci sono tanti componenti da valutare quando prendi nuovi giocatori. Ora bisogna scegliere le persone giuste prima dei giocatori-atleti; faremo queste valutazioni con serenità. Il mio giudizio non dipende da questi giorni di lavoro, che ho voluto fare con chi è qua, non confermerò o taglierò nessuno in base a questi primissimi allenamenti di conoscenza”, precisa.

“Non sono un allenatore con un’idea fissa di gioco e squadra, non sono uno che compra il vestito già fatto: il presidente mi compra la stoffa e starà a me elaborarla col lavoro quotidiano. Credo che i giocatori ora a disposizione possano sposare il mio gioco, vedremo poi chi aggiungere. Dipenderà anche dalla decisione di fare o meno la coppa europea. Credo che riusciremo a mettere in piedi un buon roster, al momento ho a disposizione dei giocatori interessanti e promettenti ma son tutti sotto osservazione. All’interno della squadra ci devono essere dei ruoli chiari, preferisco avere un giocatore che accetti il proprio ruolo piuttosto che uno di talento che non rispetti la sua posizione, i roster non si compongono pensando di fare una collezione di figurine”. 

“Che formula per il roster? Credo che in questa settimana discuteremo sulle varie soluzioni: siamo orientati verso il 6+6, vediamo il mercato italiano cosa offre e altre valutazioni. Con calma e giorno dopo giorno metteremo in piedi un roster competitivo: credo nei giocatori italiani chi rimarrà a Sassari dovrà capire il suo ruolo all’interno della squadra. Il giocatore che sia italiano o straniero deve capire che l’obiettivo dev’essere quello di vincere più partite possibili”. 

“Le Coppe Europee? Valuteremo insieme, il presidente Sardara sa bene come funziona. Chiaramente giocando in Europa la preparazione in settimana è completamente diversa: dovremo pensare bene a questa situazione, cambia tutto a livello logistico e atletico. Faremo questa scelta con calma, ritengo che ciascuna coppa europea sia diversa l’una dall’altra. Ora non abbiamo fretta, le nostre idee – quelle di Federico, del presidente e le mie – sono molto chiare.  Ovviamente se parteciperemo a una Coppa Europea potrà essere un’arma in più nell’offrire un contratto ai giocatori stranieri, per questini di visibilità. Stesso discorso vale per gli sponsor, ma se vai a fare figuracce questo potrebbe essere controproducente per l’immagine. Bisogna valutare bene e il presidente è colui che conosce meglio il funzionamento di queste dinamiche”. 

Perchè la scelta di venire a Sassari? La Dinamo mi ha offerto delle garanzie, a Pistoia ho vissuto tre anni stupendi, ma qui ci sono idee e ambizioni più stimolanti per un allenatore che vuole crescere come persona e come tecnico. La programmazione è la cosa che mi ha intrigato di più: sono stato fortunato ad avere quest’offerta, era il top per quanto riguardava il mercato italiano. A Pistoia, nonostante avessi ancora un anno di contratto, hanno capito la mia scelta”.



“Allenamenti a porte aperte? Si sono d’accordo, penso che sia giusto che il tifoso possa vedere quello che succede, ovviamente nel limite del possibile e nel rispetto della sacralità del lavoro sul campo. Sono una persona che vuole essere onesta e sincera,  sono riconoscente nei confronti della società e della città per questa offerta. Lavoreremo duro sul campo, darò il 110% per questi colori”. 

Pronto alle pressioni post-triplete di una piazza con la bocca buona? Penso che il passato non vada dimenticato – chiosa Esposito – i successi delle scorse stagioni penso non fossero programmati ma col grande lavoro si sono raggiunti obiettivi fantastici. Faremo del nostro stra-meglio possibile: dovremo lavorare con entusiasmo, ma non con i paragoni dei titoli conquistati negli anni passati. Trovo sia una pressione inutile per i giocatori”

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