Claudio Onofri

Claudio Onofri

“Un personaggio molto interessante, dentro e fuori dal campo”. Così parla Claudio Onofri, uno che conosce molto bene tutto quanto concerne il pianeta Genoa e i vari interpreti che transitano sulla strada del Grifone, a proposito di Ivan Juric. Chissà se sarà il croato, il prescelto dal Cagliari di Tommaso Giulini per guidare ancora una truppa rossoblù, dopo Crotone e Genoa.

“Ivan è ragazzo intelligente – ci racconta il tecnico ed attuale commentatore televisivo – Ha tante qualità, a livello calcistico e umano. E’ una persona di grande cultura, attorniata da altrettante individualità di spessore. Ha preso molto dal suo maestro, Gian Piero Gasperini, però ha voluto ritoccare dettagli dei suoi insegnamenti. Lo ha fatto sia a Crotone e sia a Genova, anche se in una piazza più calda come quella ligure ha certamente sbandato per via di alcune dinamiche particolari”.



L’incognita è quella di un carattere forse troppo spigoloso, che rischia di perdere (e far perdere) la bussola nei momenti roventi. “Non direi che quello sia il problema – continua Onofri – Nel corso dei trambusti genoani, prima dell’esonero per far posto a Ballardini, ho avvertito una personalità che non era quella di Ivan. Ci sono state frizioni interne ed esterne, è vero, ma per conoscerle a fondo bisogna essere dentro lo spogliatoio. Posso dire che tutti (o quasi) i giocatori che lo hanno avuto, anche dopo il suo addio e l’avvento di Ballardini, ne hanno sempre parlato bene. Ricordo una chiacchierata informale con Perin nella quale il portiere mi spiegava come le responsabilità fossero del gruppo”.

Si rischia di prendere un integralista? “Non penso, Juric è uno che sa migliorarsi apprendendo dagli errori. Ha smussato i dogmi gasperiniani e sa smussare anche il suo carattere, poi è chiaro che in ogni situazione si devono creare delle alchimie tra tecnico e giocatori, tra società e allenatore, staff compreso”.

E’ l’uomo giusto per Cagliari e il Cagliari? “Io penso che entrambi possano rialzare le proprie quotazioni da un eventuale matrimonio, se le voci che circolano dovessero concretizzarsi. Ovviamente non si può dire che i sardi andranno in Europa con Juric, però le potenzialità ci sono tutte”.

Carli ha parlato di “allenatore in grado di fare calcio propositivo e che sappia emozionare i tifosi”: le viene in mente Juric o Maran? “Logicamente, se partiamo da questo presupposto, ti viene in mente più Juric che Maran. Ma anche l’ex mister del Chievo ha ottime qualità…”

Cosa le piace del trentino ex Catania? “Ricordo un momento, secondo me cruciale nella sua storia calcistica, e penso che Marcello Carli se lo ricordi bene. Si sfidavano Chievo ed Empoli, i veronesi si schieravano con un 4-4-2 in linea con Castro e Birsa esterni. Saponara faceva il bello e il cattivo tempo e i toscani dominavano, così Maran passò al rombo con Castro mezzala e Birsa dietro le punte, non abbandonando mai più quella strada. Significa che è uno con personalità, capacità di adattarsi ed esplorare altre strade. Poi sulla professionalità non si discute, ha esperienza e da anni porta a casa il risultato: credo che ad un Cagliari in cerca di solidità e freschezza possa andare bene anche lui”.



Sarà Carli la marcia in più del prossimo Cagliari? “La filosofia Empoli andrebbe esportata nel mondo, Marcello Carli fa parte a pieno titolo di quel mondo. Saper programmare è fondamentale, uso sempre un’iperbole, dicendo che l’Empoli ha la capacità di pensare già alla retrocessione e al campionato di Serie B successivo. Non è una gufata, ma la dice tutta su come debbano funzionare le cose: crei un settore giovanile serio e redditizio, capisci quali allenatori siano funzionali al tuo progetto, mandi via un Vivarini che non era di certo in crisi e prendi un Andreazzoli andando in controtendenza, perché il sistema di gioco doveva essere cambiato valorizzando gente come Zajc. Capisce a cosa mi riferisco?”.

Sì, ma Cagliari o Genova sono piazze diverse. “Tutto vero, ma anche lì non si può prescindere dal guardare avanti rafforzando una mentalità. Una conferenza stampa più affollata, una critica più forte rispetto ad Empoli è certamente di peso nel quotidiano, però non cambia il fatto che occorra seguire una strada e perseguirla con calma e serenità. Carli viene da questa filosofia e val la pena provare a seguirlo”.

Fabio Frongia

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