Pino Tortora in panchina (foto: Alessandro Sanna)

Pino Tortora in panchina (foto: Alessandro Sanna)

Domenica 3 giugno l’andata al “Vanni Sanna”, il 10 il ritorno in casa del Cannara, formazione perugina che è l’ultimo ostacolo davanti alla Torres sulla strada verso l’immediato ritorno in Serie D. Una bella cavalcata, quella della squadra guidata da Pino Tortora, passata per una stagione cominciata male e che sembrava segnata, rivoltata poi come un calzino. Ora il gruppo, granitico, veleggia e dà dimostrazioni di forza come quelle nel doppio confronto col Cuoiopelli, e vuole fissare l’ultimo tassello.

Il futuro poi sarà tutto da valutare, tra le prospettive di un progetto ad ampio respiro col Latte Dolce (avanzato da via Leoncavallo e messo in standby dal presidente rossoblù Salvatore Sechi fino al 10 giugno) e l’intenzione di andare avanti da soli. La Serie D sarà tutt’altra cosa, passa per la vittoria degli spareggi nazionali, anche se ci sarebbe sempre la strada del ripescaggio in base ai vari punteggi in graduatoria, un qualcosa che proprio Tortora diede per cosa sicura dopo la vittoria del playoff regionale.



«Dobbiamo stare attenti – dice Tortora a La Nuova Sardegna – perché sarebbe imperdonabile distrarci proprio adesso. Lo dico per esperienza personale e perché ancora non abbiamo conquistato niente. Lo dico ai tifosi e l’ho già detto ai ragazzi. Teniamo i piedi per terra e prepariamoci per due finali che bisognerà affrontare con il coltello tra i denti. La squadra sta bene – continua – e ha chiuso la stagione in crescita sia dal punto di vista fisico che del gioco. Non abbiamo problemi di giocatori infortunati o squalificati e ci stiamo preparando con l’attenzione e i ritmi di sempre. Oggi disputeremo la solita partitella in famiglia di metà settimana integrando l’organico con qualche ragazzo delle giovanili. Domani lavoreremo sulla rifinitura, poi sarà già vigilia. Io sono convinto che faremo bene e non sono disturbato dal fatto di dover giocare in casa la gara di andata. Anche in semifinale contro il Cuoiopelli abbiamo giocato la prima al Vanni Sanna e poi siamo andati a vincere in Toscana. Dovremo stare attenti a non prendere gol, ma sono fiducioso. Ho rispetto per il Cannara però giocheremo davanti ai nostri tifosi e avremo una marcia in più».

Il tecnico ha assaporato l’aria umbra lunedì, all’indomani della vittoria contro il Cuoiopelli. «C’è entusiasmo – conferma – ma stiamo parlando di un’altra cosa rispetto alla Torres. Il campo è piccolino e ha una sola tribuna con una capienza di poche centinaia di posti. Io mi auguro che i dirigenti umbri si rendano conto di che cosa significa giocare contro la Torres e scelgano una soluzione diversa. Però capisco anche che vogliano concludere la stagione in casa e dunque prepariamoci. Giocheremo dove ci dicono di giocare e cercheremo di tornare in serie D a prescindere dal campo e dagli avversari».



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