Nicola Legrottaglie (foto: Zuddas)

Nicola Legrottaglie (foto: Zuddas)

Il suo curriculum lo precede, in Serie A ha sempre fatto abbastanza bene. Ho avuto modo di conoscerlo a Catania, dove abbiamo stabilito il record di punti della storia del club. Parliamo di un ragazzo eccezionale, che sa farsi apprezzare. Mi ha colpito la sua capacità di fare le cose semplici e nella maniera migliore, non è uno che pensa di aver scoperto il calcio“.

Rolando Maran è ormai in procinto di diventare ufficialmente il nuovo allenatore del Cagliari. Per conoscerlo meglio ci siamo affidati a Nicola Legrottaglie, suo ex giocatore all’ombra dell’Etna ed ex vice-allenatore rossoblù, ai tempi di Massimo Rastelli.



L’eclettismo potrebbe essere stata la carta vincente, l’asso che ha convinto il Cagliari ad affidarsi a lui: “E’ un allenatore che fa le cose che servono. Non cerca di stravolgere la natura di una squadra se non è sicuro che questo porti dei benefici. Si adatta ai giocatori di cui dispone e cerca di farli rendere al massimo. Ed è quello che, secondo me, un allenatore dovrebbe fare. Poi a Cagliari si lavora bene, credo abbia fatto la scelta migliore”.

Nelle scorse settimane, il direttore sportivo rossoblù, Marcello Carli, ha delineato il suo profilo di allenatore ideale. Lo ha descritto come votato al calcio propositivo e capace di suscitare emozioni: parole che hanno fatto storcere qualche naso quando, poi, è emersa la candidatura di Rolando Maran: “Il profilo di un allenatore è determinato dai giocatori. Se Carli si è espresso in quel modo, probabilmente andrà ad ingaggiare calciatori che si adatteranno a quella filosofia di gioco. L’allenatore, poi, cercherà di mettere a proprio agio i giocatori. Non puoi pretendere un gioco propositivo se non hai i calciatori per farlo. Maran, quindi, sarà l’ideale perché si adatta al materiale che gli viene messo a disposizione dalla società”.



La scelta di puntare su Maran è da interpretare come un segno di svolta rispetto alle precedenti gestioni? “Le linee, di svolta o continuità, dipendono dalla società. L’allenatore è solo un tassello, ma è la dirigenza che programma un lavoro. Poi l’allenatore può aiutare a concretizzarlo. Io non credo nei miracoli calcistici, credo nella programmazione. Anche i tifosi devono capire che quando si programma qualcosa ci vogliono tempo e pazienza”.

Legrottaglie conosce bene la rosa rossoblù, avendoci lavorato quotidianamente. Una rosa con diverse lacune, emerse nel corso dell’ultima stagione: necessita di un concreto processo di restyling? “Non è mio compito fare questo genere di valutazioni ma credo che dopo l’esperienza di quest’anno, dove il rischio Serie B è stato concreto, il Cagliari non voglia più correre pericoli. Si cercherà di programmare un campionato in linea con l’importanza della piazza”.

Magari ancora con Legrottaglie nello staff tecnico, Maran avrà ancora il suo numero di telefono: “Questo non dipende da me! Il 28 giugno finirò il Master ed essendo abilitato per allenare in qualsiasi categoria aspetterò e valuterò le proposte che mi verranno avanzate”.

Stefano Sulis 



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