Bernardo Mereu

Bernardo Mereu

Ha chiuso da trionfatore, forse con un po’ di malinconia per quel silenzio durato tanto (forse troppo?) dopo la fine della stagione, prima del commiato ufficiale da parte dell’Olbia. Bernardo Mereu l’ha sfruttata alla grande, quell’occasione arrivata all’improvviso un anno fa, mentre in Trentino seguiva le rappresentative sarde al torneo delle regioni. Una chiamata del DS bianco Pierluigi Carta, l’arrivo al capezzale della squadra che stava sprofondando di nuovo in Serie D, il rush finale immacolato e poi via per un’annata di alto livello, non senza sali-scendi, ma alla fine ai limiti della perfezione. Parlare di playoff o meno, poi, sa tanto di pelo nell’uovo che serve a poco.



Il decano dei tecnici sardi saluta e se ne va, presto parlerà e traccerà l’ennesimo bilancio dell’avventura gallurese, peraltro già fatto all’indomani dell’ultima giornata di una Serie C che ha visto la sua Olbia tallonare a lungo le corazzate. Per Mereu, ora, c’è un approdo a Cagliari che lo aspetta, non sulla panchina (della prima squadra o delle giovanili) dove molti tifosi ed estimatori lo avrebbero voluto, ma in un ruolo più ad ampio raggio che però non sforerà in quello di responsabile post-Beretta.
Ormai da anni, forse da una vita, il percorso di Mereu è intonso. Sì, perché a Sant’Elia e Castiadas fare le imprese salvezza in Serie D era quasi impossibile, mentre Torres, Villacidrese, Nuorese tra le altre possono solo legare a Mereu momenti dolci a suon di scalate o salvezze importanti.



L’ultima gemma (in attesa di rivederlo ad allenare) è stata quella olbiese. Arrivato quasi per caso, ha assolto pienamente il suo compito garantendo il terzo anno consecutivo tra i professionisti al progetto a tinte rossoblù e bianche. Ha gestito e svezzato giovani e giovanissimi, si è cullato sull’asse Aresti-Pisano-Ragatzu, ma non era scontato che i Pinna e i Cotali, i Muroni e i Pennington, i Feola e i Vallocchia, fino all’amatissimo Ogunseye (un suo pallino vincente) formassero una squadra solida, seppur non immune da pause e cadute. E allora sarà questo il ricordo del Mereu olbiese, aspettando eventuali novità da un robusto (o meno) calciomercato e preparando la scena per il successore. Che avrà un compito non semplice.

Fabio Frongia

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