Rugby Under 18, nessun miracolo per Capoterra – SardegnaSport


I campioni regionali del Capoterra Under 18

I campioni regionali del Capoterra Under 18

Niente da fare. Anche la gara di ritorno della semifinale interregionale 2017/2018 del campionato Under 18 di rugby ha visto la formazione del Rugby Capoterra soccombere (51-13) in casa del Villorba. Del resto per riuscire a conquistare il successo e ribaltare la sconfitta nella gara d’andata (55-5) ci sarebbe voluto davvero un miracolo. Ma così non è stato. Nonostante tutto, però, la squadra allenata da Sebastiano Meloni, anche stavolta, così come all’andata, è rimasta in partita per lungo tempo. In vantaggio per quasi tutto il primo tempo, grazie a una meta di Alessio Locci, trasformata, e due calci di punizione realizzati dal capitano Simone Matta, il Capoterra ha subìto la reazione della squadra di casa, in chiusura di tempo. Dopo il riposo Amatori ancora in partita (20-13) poi la sfortuna si accanisce sulla squadra di Meloni che deve fare a meno, per infortunio, di tre pedine: Luca Coiana, Andrea Greco e Stefano Smeraldo. Assenze che penalizzano la formazione isolana.



Il Villorba, infatti, sfrutta a suo favore la situazione per incrementare il ritmo e trovare in più occasioni la via della meta. A peggiorare la situazione anche il fattore climatico. Giornata afosa e umida con le squadre costrette a chiedere due “water break”. Nonostante tutto però i ragazzi del Capoterra hanno lottato fino in fondo senza mai mollare, con grinta e determinazione, mettendo in seria difficoltà la compagine di casa rendendo così la sfida bella e intensa fino al fischio finale. “Ancora una volta dobbiamo chinarci a chi è superiore a noi” dice Carlo Baire presidente dell’Amatori Rugby Capoterra. “Purtroppo noi paghiamo il fatto che in Sardegna non abbiamo un alto livello, considerando la presenza di sole 6 formazioni, rispetto ai campionati giovanili che si disputano in Veneto. Nonostante tutto la società è orgogliosa di questi ragazzi che, a loro volta sono orgogliosi di essere sardi e tesserati per il Capoterra”. Cioè? “Essere del Capoterra” prosegue il presidente Baire, “significa avere nel DNA il codice di chi combatte sempre con il massimo delle forze anche quando perde, in pratica far sentire la rabbia e la determinazione di chi non si arrende mai. Questa è la caratteristica dell’Amatori Capoterra da quando è nata, confermata anche oggi, dopo 42 anni”.

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