Latte Dolce: “Torres, che si fa?” – SardegnaSport


Un'istantanea del derby tra Latte Dolce e Torres della stagione 2016/2017 (foto: Alessandro Sanna)

Un’istantanea del derby tra Latte Dolce e Torres della stagione 2016/2017 (foto: Alessandro Sanna)

Il Sassari Latte Dolce aspetta la Torres dopo aver avanzato in tempi non sospetti, prima dei playoff nazionali all’indomani della sfida con l’Atletico Uri nella fase regionale (LEGGI QUI). La società di Via Leoncavallo attende il 10 giugno, giorno del ritorno della gara contro il Cannara, per capire se Salvatore Sechi e la dirigenza attuale del club rossoblù siano disposti ad aprire le porte a un progetto ambizioso e condiviso per riportare il calcio professionistico e di alto livello in città, con un progetto infrastrutturale di primo ordine.



Le parti si sono dichiarate, col Sassari Latte Dolce che ha avanzato l’idea e la Torres che ha aperto le porte, ma con la necessità di attendere l’esito dei playoff. Sulle pagine de La Nuova Sardegna il direttore generale dei biancocelesti Adriano Fantoni conferma il tutto: “Resta da capire se dobbiamo pensare solo a noi o a un progetto comune: i tempi della burocrazia e della progettazione di un campionato e di una stagione sono stretti e non si può aspettare tanto”. Si attende quindi il ritorno della gara di Cannara, o altrove come auspicato dal presidente Sechi (LEGGI QUI), per capire se questa possibilità che alletta molti appassionati e tifosi sassaresi possa andare in porto. Fantoni parla anche dell’ultima tribolata stagione del Latte Dolce, partita con ambizioni e un mercato di grande livello e proseguita con sofferenza fino alla salvezza: “L’asticella si è alzata- dice il DG a La Nuova Sardegna- c’era stato un mercato di un certo livello, ma non avevamo mai parlato dei playoff anche se non ci aspettavamo di salvarci nelle ultime partite. Alcune cose non sono andate bene, abbiamo rimediato e abbiamo evitato il peggio”. La società presieduta da Roberto Fresu ha ufficializzato nella mattinata di lunedì 4 giugno Stefano Udassi come prossimo tecnico biancoceleste. Sarà lui a sedere sulla panchina del nuovo sodalizio “Torres-Latte Dolce”? Si vedrà.



Ecco le prime parole di Stefano Udassi da nuovo allenatore biancoceleste: “Trovo molto molto stimolante l’occasione che mi è stata concessa, sono davvero felice che la dirigenza del Sassari calcio Latte Dolce mi abbia dato questa grande opportunità di crescita. Mi piace pensare che la società abbia pensato prima all’uomo e alla persona, e poi all’allenatore. Ciò detto, chiaro che ho grandissime motivazioni e ripeto: voglio vivere questa esperienza come una grande e condivisa opportunità di crescita professionale. Per me, per la squadra, per l’intero progetto. La fortuna? Componente importante, ma bisogna cercarsela, zapparsela. Il calcio è uguale a tutte le latitudini, ci vuole attitudine in tutte le categorie e non cambiano l’approccio al lavoro, la mentalità, la voglia di crescer e studiare, di misurarsi continuamente e avere idee nuove da proporre. C’è tanta passione, c’è voglia di lavorare per creare un gruppo di uomini veri che abbia fame. I giovani? Sono il futuro di questo progetto e ci crediamo fermamente, ma da soli non bastano: servono esempi importanti per aiutarli a crescere, giocatori come Garau, Cabeccia e Bianchi ad esempio: servono punti fermi capaci di trasmettere, a livello tecnico e umano, valori di professionalità, educazione e serietà. Alcuni elementi validi ci sono già, altri li prenderemo. Gettiamo le basi su cui costruire il progetto”.

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