Rolando Maran e Marcello Carli in conferenza stampa (foto: Enrico Locci/Agenzia Fotocronache)

Rolando Maran e Marcello Carli in conferenza stampa (foto: Enrico Locci/Agenzia Fotocronache)

Dopo giorni di attesa, giovedì 7 giugno è finalmente arrivata l’ufficialità, con tanto di conferenza stampa di presentazione: Rolando Maran è il nuovo allenatore del Cagliari. Il tecnico trentino ha firmato un biennale con opzione per il terzo anno e succede a Diego Lopez sulla panchina rossoblù. Sono state settimane di casting per la società di via Mameli che, come ammesso dallo stesso DS Carli in conferenza, ha vagliato altri tre-quattro profili a cui affidare la guida tecnica cagliaritana. Juric il principale rivale, poi c’è stato anche De Zerbi. Sia il croato che il nocchiero bresciano rappresentano un’ideologia di calcio spiccatamente offensiva, con una maggiore propensione a un calcio arrembante e spumeggiante, anche a costo di sacrificarne l’integrità difensiva con un’ultima linea piuttosto alta.

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IL PROFILO DI IDEALE – Non si etichetti Maran come tecnico difensivista: pragmatico al punto giusto ma capace altresì di proporre un’idea di gioco e di adattarsi agli uomini a disposizione, come già dimostrato in passato. 4-3-1-2, 4-3-3 o 4-2-3-1: nessun problema. Come ha evidenziato Marcello Carli, l’ex Chievo è allenatore in grado di trovare il giusto compromesso fra proposta avanzata ed equilibrio arretrato, soprattutto se rapportato ai due principali rivali sconfitti nella volata al timone degli isolani. Forse il dirigente ex Empoli avrebbe preferito un profilo più fresco e con una mentalità fortemente propositiva, nonostante le classiche dichiarazioni di sorta. Mentre Giulini, dal canto suo, aveva in mente un tecnico maggiormente equilibrato e votato al pragmatismo. Dunque, facendo un parallelismo politico, presidente e direttore si calano nei ruoli dei novelli Di Maio e Salvini, dando vita al “contratto per la panchina del cambiamento“, con Maran nel ruolo dell’attuale Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Insomma, un tecnico!

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SUPPORTO – Come già detto, ora il mister andrà supportato. Gli dovrà essere affidato il giusto materiale tecnico con alcuni doverosi ritocchi, senza abbandonarsi in balia della speranza che il nocchiero di Trento possa fare magie con scarsi mezzi, le più classiche nozze coi fichi secchi. Il timoniere classe 1963 auspica di poter costruire una squadra attorno a Nicolò Barella e quello del centrocampista cagliaritano sarà uno dei nodi da risolvere quanto prima, per evitare di trovarsi in situazioni spiacevoli a ritiro inoltrato. Chiaro che di fronte a un’offerta indecente sia lecito pensare a un addio ma è fondamentale avere almeno un punto fermo per iniziare al meglio la nuova era del club sardo. Sarà importante il sostegno di tutta la dirigenza, senza lasciar solo l’allenatore nei momenti di difficoltà a fare da mero parafulmine lungo le burrasche che potrebbero imperversare sul Golfo degli Angeli, come accaduto in alcuni frangenti nel recente passato. Le premesse per far bene ci sono tutte, ora lasciamo lavorare Maran. Buon lavoro, mister!

Mattia Marzeddu



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