.

.

Diritto di recompra. Una locuzione che ormai è diventata anche italiana, benché arrivi direttamente dalla Spagna e non abbia avuto nemmeno bisogno di traduzione. Ormai tutti gli appassionati di calcio, fanatici di calciomercato, sanno che quando si sentono quelle tre paroline si parla della possibilità di un club (di solito una “big” italiana o europea) di riacquistare ad un prezzo fissato un giocatore ceduto definitivamente ad altra squadra. Sovente l’oggetto è un giovane di prospettiva, che anziché essere prestato (una formula con pochi vantaggi a livello di valorizzazione sia per l’atleta sia per la società che se lo ritrova in organico provvisoriamente) viene a tutti gli effetti venduto, pur non decadendo del tutto i diritti del club che vorrà un giorno eventualmente rimettere le mani su di lui. In questi anni la recompra è di fatto diventata prassi, in trattative nazionali ed internazionali (in Italia esplose con il caso Morata tra Real Madrid e Juventus, tra gli altri). Adesso è anche una norma federale (all’articolo 102 delle NOIF) e promette di rivoluzionare definitivamente il mercato, soprattutto per quanto concerne i prestiti, in particolare quelli secchi.



Qualche anno fa caddero le contropartite, le quali per una vita avevano animato il mercato facendo fortune o sfortune dei presidenti e dei calciatori. Hanno così profilerato i prestiti con diritto di riscatto e contro riscatto. Ora la recompra evolve ulteriormente il concetto, dando una possibilità in più ai club. Ai grandi, che possono liberarsi di un calciatore riservandosi la possibilità di riprenderlo in modo programmato (se poi sarà affare o meno si vedrà) in futuro; ai piccoli, che possono acquistare calciatori e farli loro del tutto, assicurandosi mal che vada un’entrata programmata e concordata.

“Negli accordi di cessione definitiva di contratto – si legge nella norma federale – può essere contestualmente previsto il diritto di opzione a favore della società cedente al fine di attribuire a quest’ultima la facoltà di riacquisire a titolo definitivo il diritto alle prestazioni sportive del calciatore trasferito a condizione che: a) nell’accordo sia indicato il corrispettivo convenuto per la concessione del diritto di opzione, nonché il corrispettivo o i corrispettivi, anche legati al verificarsi di particolari condizioni, convenuti per l’eventuale riacquisizione del diritto alla prestazione sportiva del calciatore; b) la clausola relativa al diritto di opzione sia, a pena di nullità, sottoscritta dal calciatore con espressa dichiarazione di accettazione di ogni conseguenza dell’esercizio o meno del diritto di opzione; c) la società cedente stipuli con il calciatore un contratto economico della durata minima di due stagioni sportive conteggiate a partire dalla stagione sportiva successiva a quella nel corso della quale è avvenuta la cessione definitiva; d) la società cessionaria stipuli con il calciatore un contratto economico della durata minima di tre stagioni sportive”.

E ancora. “Il diritto di opzione può essere esercitato con effetto dalla prima ovvero dalla seconda stagione sportiva successiva a quella nel corso della quale è avvenuta la cessione definitiva”, si legge nell’articolo 102 delle NOIF, dove poi c’è una precisazione importante. “E’ facoltà per la società cessionaria di poter cedere, temporaneamente o definitivamente, il contratto del calciatore ad una terza società, ma sempre e solo con il consenso del calciatore e della società titolare del diritto di opzione. Nel caso di cessione a titolo definitivo del calciatore ad un a terza società, il diritto di opzione previsto a favore della società originariamente cedente decade. Nell’originario accordo può essere previsto il corrispettivo che sarà dovuto dalla società originariamente cessionaria alla società titolare del diritto di opzione in caso di tale decadenza”.



In conclusione. “Negli accordi di cessione definitiva di contratto possono essere inserite clausole che prevedano dei premi e/o indennizzi per le società contraenti, determinati con criteri analiticamente definiti da erogare, salve diverse disposizioni annualmente emanate dal Consiglio Federale, attraverso la Lega competente, dalla stagione successiva a quella in cui si verificano le condizioni previste”.

Fabio Frongia

...e tu cosa ne pensi?

Registrati e accedi per inviare un commento
  Avvisami via email  
quando ci sono: